Calabria, farmacista salva la vita a una donna praticandole la manovra di Heimlich

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Roma, 12 maggio – Le cronache propongono con una certa frequenza casi di vite umane salvate dai tempestivi interventi di farmacisti in farmacia: si è ormai quasi perso il conto degli episodi in cui un provvidenziale elettrocardiogramma effettuato in farmacia e trasmesso al centro specialistico più vicino ha letteralmente strappato alla  morte qualche malcapitato in grave sofferenza cardiaca.

Questa volta, però, ci troviamo di fronte a un caso che – se è sovrapponibile nella sostanza – è davvero molto diverso nella forma: perché la farmacista che a Tiriolo, comune di 3500 abitanti i provincia di Catanzaro, ha salvato un’anziana signora che stava morendo per soffocamento ha dovuto metterci le mani, tutte e due, e pure le braccia. Il fatto è accaduto lo scorso 8 maggio, quando Rossella Grande (nella foto), titolare della parafarmacia del paese, ha assistito alla drammatica scena di due donne che – con disperate richieste di aiuto e arrancando con difficoltà  – provavano a dirigersi verso il suo esercizio. Benché impegnata a servire una cliente, la farmacista ha subito spalancato le porte della parafarmacia e aiutato la donna più giovane e portare all’interno la più anziana (sua madre), che ormai non riusciva quasi più a respirare a causa di un’ostruzione delle vie respiratorie originata da un pezzo di taralluccio che stava mangiando.

La farmacista, compresa subito la gravita della situazione, senza nessuno indugio ha praticato all’anziana donna la manovra di disostruzione di Heimlich, intervento rivelatosi fortunatamente decisivo: in pochi secondi, la donna ha espulso il boccone e ha ripreso a respirare. Le cronache locali non mancano di riferire che, superato lo spavento iniziale, tutte le protagoniste coinvolte nell’episodio (che poteva avere esiti drammatici) si sono  abbracciate a lungo, in un profluvio di commossi ringraziamenti alla farmacista.

I giornali locali raccolgono anche alcune delle dichiarazioni della stessa Grande relative all’esperienza e alle emozioni appena vissute:Ho imparato la manovra di Heimlich quando ho seguito il corso di Primo soccorso come volontaria della Croce Rossa” ha spiegato la farmacista “ma si pensa sempre che non si verificherà mai il momento in cui dovrai metterla in atto”. E invece quel supplemento di formazione che Grande ha voluto acquisire per essere ancor più di aiuto agli altri si è rivelato provvidenziale: “Chiaramente, quando sono rimasta sola, ho pianto, perché l’emozione è stata davvero tanta” concludela farmacista. “Forse non rientra nelle competenze del farmacista, ma per me è stato bello essere stata d’aiuto”.
L’episodio non ha bisogno di ulteriori commenti, se non quello pubblicato su un sito di informazione locale, ilreventino.it: “Un’esperienza che sottolinea l’importanza della formazione in primo soccorso e la prontezza d’animo di chi, come la dottoressa Grande, si trova ogni giorno al servizio della comunità, anche oltre i confini del proprio ruolo professionale”.

 

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