Roma, 18 settembre – La Lombardia amplia l’offerta di vaccinazioni disponibili in farmacia. Con l’obiettivo di “rendere la prevenzione più capillare e accessibile per i cittadini”, una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso
(nella foto), espande l’offerta del vaccino antipneumococcico a tutte le Ats, aziende di tutela della salute, attraverso un accordo con Federfarma Lombardia e Assofarm/Confservizi Lombardia.
Il provvedimento, inoltre, introduce la possibilità per le farmacie di somministrare anche i vaccini per difterite-tetano-pertosse e per il Papillomavirus umano Hpv.
La somministrazione dei vaccini in farmacia può avvenire in tre modalità, spiega una nota: ‘in regime Ssn’, senza costi per i cittadini che rientrano nelle fasce d’età o categorie a rischio definite dalla Regione; ‘in compartecipazione’, con una parziale spesa a carico del cittadino, secondo procedure da definire; ‘in totale solvenza‘, ovvero a totale carico del cittadino. In questo caso la farmacia è comunque obbligata a informare dell’eventuale possibilità di vaccinarsi gratuitamente o in compartecipazione.
La partecipazione delle farmacie è volontaria. Vengono ribadite le procedure operative, come la verifica delle pregresse vaccinazioni sulla piattaforma regionale, la registrazione della vaccinazione e l’obbligo di comunicare all’Ats l’avvenuta formazione del personale sanitario addetto. L’accordo ha validità fino al 31 marzo 2028.
Questo ampliamento dell’offerta vaccinale segue i risultati positivi di una fase di sperimentazione condotta nelle Ats della Brianza e della Val Padana. Si stimano una spesa annuale di 600mila euro e una platea di circa 40mila persone.
Bertolaso: “Farmacie anello fondamentale del sistema sanitario”
“Con questa delibera vogliamo rendere la prevenzione una priorità e un servizio sempre più vicino ai cittadini” commenta Bertolaso. “Le farmacie si sono dimostrate un anello fondamentale del nostro sistema sanitario, un vero e proprio ‘front-office’ in grado di raggiungere ogni angolo del territorio. I risultati della sperimentazione nelle Ats della Brianza e della Val Padana sono stati estremamente incoraggianti, dimostrando che questo modello funziona e non ha riportato problemi organizzativi”.
“L’obiettivo è chiaro” conclude l’assessore: “Aumentare significativamente le coperture vaccinali per proteggere le fasce di popolazione più fragili”.


