Roma, 3 novembre – Assoram, l’associazione degli operatori della logistica e della distribuzione di farmaci, dispositivi medici e servizi che rappresenta oltre 130 aziende, quasi 220 magazzini con circa 10mila operatori su tutto il il territorio nazionale, compie 60 anni e, per l’occasione, si fa un regalo di quelli che non si dimenticano: un nome nuovo, Liphe, acronimo per Logistica Integrata Pharma Healthcare, E non si tratta – come si potrebbe superficialmente pensare: a una certa età, si sa, è piuttosto usuale qualche “ritocchino” qui e là per rinfrescare l’aspetto – di un intervento estetico, un semplice rebranding per risultare più up to date e al passo con i tempi, ma della pubblica attestazione di un cambio di identità, strategia e passo.
Il cambio di brand vuole infatti segnare la ridefinizione dell’associazione in un vero e proprio “hub di sistema”, pronto a interpretare i nuovi scenari normativi, tecnologici e di mercato, come è stato spiegato nel corso dell’evento Le nuove rotte della salute. Il futuro della distribuzione healthcare, tenutosi a Roma all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis nei giorni scorsi, alla presenza – tra gli altri – del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, del vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera Luciano Ciocchetti, della vicecapo di Gabinetto al Mimit Elena Lorenzini e del direttore generale per la Salute e della Sicurezza alimentare della Commissione europea Sandra Gallina.
Nel corso dell’appuntamento è stata presentata la ricerca La distribuzione healthcare tra trasformazioni e nuove sfide, realizzata in collaborazione con Iqvia e con il contributo dei principali rappresentanti della filiera – da Farmindustria a Egualia, da Federfarma a Sifo e Confindustria Dispositivi nedici – moderati dalla giornalista Mariolina Sattanino.
“La logistica healthcare non è un semplice ‘spostamento di pacchi’, ma una catena con processi rigidamente regolamentati e responsabilità chiaramente individuate e pesanteme
nte sanzionate in caso di irregolarità” ha spiegato Pierluigi Petrone (nella foto), riconfermato pochi giorni fa per la terza volta alla presidenza dell’associazione. “Nei magazzini di logistica si fa sintesi della gestione di una pluralità di processi e prodotti: dai dispositivi medici di largo consumo come siringhe, termometri, eccetera, a quelli diagnostici in vitro (come i test Covid), fino alle Tac, spostate con le gru, e ai farmaci a temperatura controllata, come i vaccini e le terapie avanzate geniche e cellulari, che esigono una catena del freddo ultra specialistica. La nostra strategia per affrontare le complessità crescenti è il continuo rinnovamento”.
Un ruolo che i rappresentanti delle istituzioni, Gemmato e Ciocchetti, non hanno mancato di riconoscere e sottolineare, evidenziando come la logistica healthcare sia una filiera molto importante che assicura l’accesso alle terapie non solo a chi vive nelle grandi città, ma anche a chi abita in comunità interne, montane e difficili da raggiungere.
L’indagine presentata in occasione del lancio di Liphe ha messo in evidenza i principali macro-trend della distribuzione farmaceutica, delineando le cinque principali sfide che attendono il comparto e le ricadute per l’intero sistema sanitario nazionale. La prima è la specializzazione: le terapie avanzate e i prodotti biotech impongono una logistica di precisione, con competenze specifiche, tempi di consegna ridotti e relazioni più strette tra gli attori della filiera. Seconda sfida, essere flessibili ed efficienti: gli ordini sempre più frammentati e la necessità di ridurre le scorte ospedaliere richiedono una gestione agile, capace di rispondere rapidamente a richieste on demand e urgenze. Ineludibile anche la sfida della capillarità e centralità del paziente: il futuro guarda alla domiciliarizzazione delle cure e al rafforzamento del ruolo della farmacia territoriale come punto di prossimità sanitaria. Imprescindibili anche qualità e sostenibilità: la ricerca dell’efficienza deve andare di pari passo con la riduzione dell’impatto ambientale e la sostenibilità economica. Infine, gli scenari futuri impongono di misurarsi con la multicanalità e l’e-commerce: pur restando centrale la farmacia, crescono modelli digitali come il “click & collect”, i locker sanitari e la consegna express per un paziente sempre più connesso e consapevole.
La ricerca presentata a Roma evidenzia come le aziende di Assoram, oggi Liphe, abbia investito e stia investendo su tutti i fronti tra quelli appena ricordati, pur tra difficoltà di tutta evidenza: costi fissi crescenti su personale, transizione tecnologica e Esg, tracciabilità e rintracciabilità dei flussi, con la correlata proliferazione di adempimenti burocratici e un apparato regolatorio tanto ipertrofico e frammentato da risultare spesso d’ostacolo, tanto da richiedere una revisione sostanziale nel segno della semplificazione alla quale – fortunatamente – il Governo ha recentemente dato il via.
“Nel mondo delle life sciences, la logistica è il ponte che trasforma l’innovazione in cura e la ricerca in valore per le persone” ha voluto ricordare Mila De Iure, direttore generale di Liphe, spiegando come lascelta del nuovo nome racconti “un’associazione viva, che evolve con i suoi associati, che non subisce i cambiamenti ma li guida e che guarda al futuro, portando con sé il valore di ciò che è stata: una comunità di imprese che ha sempre saputo rispondere alle sfide del proprio tempo”.


