Roma, 10 novembre – Tra le perplessità e preoccupazioni dei soggetti direttamente interessati (a partire dalle aziende del farmaco, che ben conoscendo i suscettibili umori del Commander in Chief dell’amministrazione americana si guardano bene dall’esternarle), il presidente USA Donald Trump prosegue imperterrito la sua crociata contro i prezzi dei farmaci.
L’ultima iniziativa riguarda il costo dei farmaci dimagranti a base di Glp-1 (sbrigativamente definiti da tycoon che guida la Casa Bianc fat-drugs). Trump ha infatti annunciato un accordo con le multinazionali farmaceutiche Eli Lilly e Novo Nordisk per ridurne il prezzo, reclamizzandolo con la consueta enfasi: “È una vittoria per i pazienti americani che salverà vite e migliorerà la salute di milioni di persone” ha dichiarato il presidente dallo Studio Ovale, affiancato da dirigenti delle aziende e alti funzionari dell’amministrazione, tra cui il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.
Il Washington Post (che ha anticipato la notizia lo scorso 6 novembre) precisa che in base all’intesa, i medicinali – sia iniettabili che in pillole – da metà 2026 saranno venduti a Medicare per 149 dollari al mese nella dose minima e 245 per quelle maggiori.
Saranno inoltre disponibili a prezzi scontati sul nuovo portale federale TrumpRx.gov, il cui lancio è previsto per il prossimo anno, con un costo medio per i consumatori di 350 dollari al mese, destinato a scendere a 245 entro due anni, una netta diminuzione rispetto ai 500 attuali.
Gli accordi vanno inquadrati nel novero di quelli, simili, già stretti con altre case farmaceutiche per scongiurare la minaccia di dazi del 200% sul settore, funzionali – nel disegno del presidente americano – a riportare la produzione negli Stati Uniti.
In cambio della limatura ai prezzi, Eli Lilly e Novo Nordisk otterranno procedure accelerate di approvazione dalla Fda e l’accesso al programma Medicare, che copre circa 70 milioni di cittadini statunitensi.


