Roma, 16 dicembre – Una riforma necessaria e di rilevanza strategica, quella della legislazione italiana del farmaco, avviata dal Governo con l’approvazione, lo scorso 18 settembre, della legge delega finalizzata a redigere, anche con il coinvolgimento di esperti e istituzioni, un Testo unico della farmaceutica con l’obiettivo di semplificare la normativa a beneficio degli operatori e dei cittadini, modernizzare il sistema, migliorare l’accesso ai farmaci innovativi e ottimizzare il controllo della spesa.
Il tema è stato al centro dell’evento La riforma della legislazione farmaceutica tra innovazione e sostenibilità, tenutosi a Roma a Palazzo Wedekind venerdì scorso, con
Marcello Gemmato (nella foto) inevitabilmente tra i protagonisti, non solo nella sua qualità di sottosegretario alla Salute, ma per il suo ruolo di primo e principale sostenitore del provvedimento in itinere, fortemente richiesto dall’intera filiera del farmaco, penalizzata in tutti i suoi snodi dal farraginoso e paralizzante cumulo di leggi sulla materia che si è andato stratificando e aggrovigliando nel corso dei decenni, con grave pregiudizio dell’operatività di tutti gli addetti e dello stesso accesso ai farmaci dei cittadini.
Gemmato ha chiuso i lavori del convegno, ricordando che il tema del Testo unico della farmaceutica va considerato guardando a una questione vitale, l’innovazione, a sua volta collegata a filo doppio alla sostenibilità. “L’Italia, dati Ocse di ieri, è tra i Paesi più longevi al mondo e primo in Ue, ma non facciamo più figli” ha detto il sottosegretario. “O miglioriamo o il Ssn scricchiola. In questi due anni però siamo passati da una gestione emergenziale dello Stato a un Governo che ha una politica farmaceutica strutturata. Cento leggi e 700 provvedimenti che si sono susseguiti nel settore negli anni passati hanno complicato le cose”, ma “oggi abbiamo una riforma certa che vuole avere dei tempi di percorso parlamentari veloci. Il Testo unico vuole snellire 800 norme diverse e ha punti cardine a favore del cittadino, ridà certezze all’industria del farmaco che è patrimonio del Made in Italy, mettiamo mano a storture come il payback”.
“Immagino che il Testo unico” ha quindi concluso Gemmato “possa aiutare l’industria a continuare a lavorare bene come ha fatto in questi anni, con un export da primato, e agevolare l’accesso al farmaco dei cittadini”.


