Roma, 19 dicembre – Provare a fare il punto rotta sul rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle farmacie private, ancora di là da venire nonostante una mobilitazione durata praticamente un anno e culminata nello sciopero nazionale del 6 novembre.
Che – però – non sembra aver spostato le posizioni delle parti trattanti, Federfarma da una parte e i sindacati dei lavoratori dall’altra. Che rimangono inchiodate alle proposte della prima e alle richieste dei secondi che ballano ormai da mesi:, a partire da quella relativa all’adeguamento salariale: Federfarma offre un aumento di 180 euro mensili a fronte di una richiesta di 360 euro delle sigle sindacali. E si sa: in una trattativa, non muoversi rispetto alle posizioni iniziali significa determinare uno stallo. Al quale, però, i sindacati dei lavoratori non intendono rassegnarsi. Per questo Filcams Cgil Siena ha deciso di fare da apripista e smuovere le acque, al momento stagnanti in una morta gora, e convocare un’assemblea dei lavoratori per fare il punto sulla vertenza con Federfarma e discutere le eventuali prossime azioni da mettere in pista per la tutela dei lavoratori delle farmacie.
L’incontro si è tenuto alla Camera del Lavoro di Siena il 17 settembre scorso, per iniziativa di Mariano Di Gioia segretario generale Filcams Cgil Siena:“Dopo un anno di mobilitazione senza risposte a quindici mesi dalla scadenza del Ccnl, dopo dieci incontri di trattativa per il rinnovo, Federfarma continua a non dare risposte alle giuste richieste di chi lavora in farmacia” ha spiegato Di Gioia, alla presenza di Federico Antonelli della 
Filcams Nazionale e di Benedetta Mariani di Filcams Toscana (nelle foto a destra). Il sindacalista senese ha voluto in primo luogo richiamare le rivendicazioni fondamentali per il settore: “I farmacisti chiedono il riconoscimento dell’acquisizione di competenze e l’aumento di responsabilità legato ai nuovi servizi in farmacia, attualmente Federfarma vorrebbe che i collaboratori svolgessero tutti i servizi se richiesti, senza alcuna valorizzazione delle professionalità acquisite. Chiediamo il giusto recupero del potere di acquisto perduto con l’inflazione dell’ultimo triennio. Chiediamo di inserire più permessi e valorizzare i turni disagiati, come domeniche e notti”.
Nel corso dell’incontro, diffuso in streaming, sono state elencate in dettaglio le richieste avanzate al tavolo delle trattative dai rappresentanti dei dipendenti e – fin qui – rimaste ancora senza risposta. Al primo posto, il riconoscimento della professionalità: i sindacati chiedono che l’acquisizione di competenze e l’aumento di responsabilità legato ai nuovi servizi in farmacia siano riconosciuti e pagati. Per quanto riguarda la retribuzione, abbiamo già anticipato che rimane uno scarto rilevante tra l’offerta della parte datoriale (aumento medio di 180 euro mensili) e la richiesta di 360 euro dei lavoratori, ritenuta la soglia minima per recuperare il potere di acquisto perduto con l’inflazione nell’ultimo triennio. Rilevanti anche le distanze in materia di formazione professionale: i lavoratori chiedono che l’aggiornamento e formazione Ecm siano considerati orario di lavoro, pagato in più o da sottrarre all’orario di lavoro in farmacia, Federfarma si dice disponibile a concedere soltanto 8 ore (a fronte dei 50 crediti Ecm obbligatori richiesti dalle norme) e a condizione che siano i titolari a deciderei corsi.
Visioni differenti anche sulle misure per garantire un migliore equilibrio vita-lavoro: i sindacati chiedono più permessi e una congrua valorizzazione dei turni più disagiati (notte, domeniche eccetera, Federfarma si dice disponibile a concedere qualche maggiorazione (di entità molto contenuta) ma resta indisponibile sui permessi, adducendo l’ostacolo rappresentato dalla carenza di farmacisti.
Insomma, c’è molto da discutere, in ragione di una situazione bloccata che rende davvero arduo fare previsioni sulle possibilità di una sollecita ripresa delle trattative tra le parti e sui suoi eventuali esiti. Da qui la decisione dei sindacati di rimanere on fire: l’assemblea convocata da Filcams Siena è nata appunto con l’obiettivo di accendere qualche riflettore in più per richiamare l’attenzione di tutti – a partire dai diretti interessati, i farmacisti collaboratori – sulla vicende contrattuale. L’assemblea tenutasi a Siena, spiega Di Gioia, è stata appunto un’altra preziosa occasione “per confrontarci e condividere le prossime iniziative necessarie per spingere la trattativa di rinnovo verso una ripresa positiva e ottenere un cambiamento di condizioni contrattuali che dia valore e dignità al lavoro in farmacia”.