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sabato 14 Febbraio 2026
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Farmaci, più risorse alla spesa per acquisti diretti, 140 mln “dirottati” dal Fondo innovativi

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Roma, 22 dicembre – Gutta cavat lapidem non vi sed saepe cadendo. Ed è proprio reiterando dichiarazioni, osservazioni e richieste con incrollabile tenacia, giorno dopo giorno, che l’industria farmaceutica italiana – grazie anche al solido rapporto di  interlocuzione instaurato con il Governo fin dal suo insediamento – è riuscita nell’impresa di ottenere una significativa riformulazione concernente la spesa farmaceutica per gli acquisti diretti.

Nonostante la ben nota penuria di risorse per la manovra finanziaria per il 2026, infatti, questa voce di spesa porta a casa 140 milioni aggiuntivi, per effetto della riformulazione in Commissione Bilancio a Palazzo Madama dell’emendamento governativo 40.1000. L’intervento correttivo (che era nell’aria ormai da qualche giorno e del quale l’industria non ha mai perso occasione di sottolineare l’assoluta necessità) aumenta di un ulteriore 0,1% il tetto della spesa per gli acquisti diretti di farmaci, per il quale era peraltro già previsto un incremento dello 0,2%. Essendo l’aritmetica una certezza, il fondo per gli acquisti diretti di farmaci sale così dello 0,3% rispetto allo scorso anno, per rispondere alla necessità di “coprire” aumenti di spesa che, in particolare per questa voce, hanno la pessima abitudine di crescere a ritmi molto più alti di quelli considerati nelle previsioni di bilancio.

Come già osservato, però, di risorse da mettere sul piatto ce ne sono poche e pertanto, per garantirne la copertura finanziaria, i 140 milioni aggiuntivi destinati agli acquisti diretti dei farmaci da qualche altre parte debbono pur arrivare. Il Governo ha inevitabilmente individuato la “vittima sacrificale” nello stesso settore del farmaco, operando una riduzione di importo corrispondente  al Fondo per i farmaci innovativi. Che, il prossimo anno, disporranno non più di 1,3 miliardi di euro, ma di 1,16: una “decurtazione” – perché alla fine di questo si tratta, anche se certamente ci sarà chi preferirà chiamarla in altro modo – che – cìè da scommetterci –  non mancherà di sollevare accese discussioni.

La riformulazione dell’emendamento 40.1000 prevede, relativamente ai 140 milioni “spostati” a danno del Fondo per i farmaci innovativi,  prevede che la somma sia ripartita proporzionalmente tra le diverse tipologie di farmaci che accedono al fondo: i farmaci innovativi subiranno un taglio di 900 milioni annui,  mentre i farmaci a innovatività condizionata e gli agenti anti-infettivi per infezioni da germi multiresistenti ne avranno rispettivamente 300 e 100 di meno.

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