Roma, 9 febbraio – Continua a calare l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute in Italia, che nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, quarta settimana del 2026, è stata pari a 10 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto agli 11,3 della settimana precedente. A riferirlo è l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato tre giorni fa.
Nella settimana in parola, sono stati stimati circa 551mila nuovi casi, che portano il totale dei colpiti dalle infezioni dall’inizio della sorveglianza a circa 10,4 milioni di casi. L’incidenza è in diminuzione in tutte le fasce di età tranne la fascia 0-4 anni, dove è stabile rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti. L’intensità è a livello di base in Liguria e Molise, media in Puglia, Basilicata e Campania e bassa in tutte le altre Regioni e Province autonome.
Il tasso di positività registrato per influenza nella settimana 4/2026 è del 14,1% nella comunità, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 14,7%. Per quanto riguarda la comunità, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Rsv, per rhinovirus e i virus influenzali. La co-circolazione dei diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle infezioni respiratorie acute (Ari).
Nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i rhinovirus, per altri coronavirus diversi da Sars-Cov-2 e per Vrs. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella settimana 4/2026 in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1) pdm09.
Il report segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sotto-tipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). A oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A ‘non sotto-tipizzabile’ come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1.
Al momento non sono stati identificati campioni positivi per virus influenzali di tipo A non sotto-tipizzabili come stagionali, dato che potrebbe indicare la circolazione di ceppi aviari.


