Farmaci ospedalieri ad alto costo, furti in Veneto e Calabria stroncati dai Carabinieri

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Roma, 13 marzo – Specialità medicinali ad alto costo destinate alla distribuzione interna illecitamente prelevate dalle strutture sanitarie dell’Asl 2 “Marca Trevigiana”, per poi essere cedute all’esterno, con l’aiuto di altri due colleghi del medesimo presidio sanitario. Tra i farmaci trafugati, molti “salvavita”, che consentivano altissimi ricavi una volta immessi in mercati illeciti di smercio. Al centro di quello che si configura un crimine farmaceutico una dipendente, addetta alla preparazione dei pacchi, dai quali prelevava illecitamente i farmaci, individuata dai Carabinieri del Nas di Treviso a seguito di articolate indagini coordinate dalla Procura della città veneta.

Specifiche attività tecniche svolte dai Nas hanno anche consentito di documentare numerose cessioni illecite di specialità medicinali in favore di soggetti terzi e di sequestrare, nel corso di perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti tre dipendenti dell’Als 2 “Marca Trevigiana” sottoposti a indagine e un autotrasportatore impiegato presso una ditta di logistica, un ingente quantitativo di farmaci ad uso ospedaliero, sempre riconducibili all’azienda sanitaria, Sono anche emerse altre condotte illecite, consistenti nell’uso improprio del badge personale al fine di attestare falsamente la presenza in servizio. In totale, sono risultate coinvolte negli illeciti 24 persone, tutte deferite all’autorità giudiziaria.

Ma ieri, un’azione condotta all’alba dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, ha colpito diversi soggetti che sarebbero coinvolti in un disegno criminale di portata ben più ampia di quello stroncato a Treviso, ovvero una serie di ingenti furti di medicinali salvavita messi a segno ai danni dell’ospedale “Tiberio Evoli”, sempre a Melito Porto Salvo.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la sparizione di un’ingente quantità di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad alto costo dall’ospedale della località calabrese, medicinali fondamentali per le terapie dei pazienti, il cui valore complessivo è stimato in più di 1,2 milioni di euro. Le indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo hanno permesso di identificare i presunti colpevoli della sottrazione dei medicinali dalla farmacia interna della struttura ospedaliera.

L’attività investigativa, riferiscono le cronache locali, si è sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025, innescata da una serie di furti compiuti a danno della farmacia ospedaliera del “Tiberio Evoli”, avvenuti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024. Partendo dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e da successivi approfondimenti condotti  attraverso complesse attività tecniche (intercettazioni telefoniche e  analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico), i militari dell’Arma sarebbero riusciti a individuare i presunti responsabili di tutti i “colpi”  portati a segno.

Le indagini hanno permesso di scoprire l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica nella città di Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale. In particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita. Il sodalizio criminale avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato, con la selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, seguita da sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza. Per realizzare i furti, venivano quindi utilizzati veicoli a noleggio e impiegate utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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