Amr, in 40 farmacie di Bari e provincia al via progetto per l’uso appropriato degli antibiotici

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Roma, 23 marzo – Per l’antibiotico-resistenza, emergenza sanitaria di portata planetaria, il tempo delle  parole è passato da un pezzo. Per contrastare l’Amr, fenomeno allarmante che fa sì che un’infezione batterica su sei nel mondo (il dato è del Global Antibiotic Resistance Surveillance Report 2025 dell’Oms) oggi non risponde più agli antibiotici comunemente usati in terapia, servono azioni. L’allarme dell’agenzia sanitaria dell’Onu è tanto inequivocabile quanto urgente: “L’efficacia dei trattamenti di prima scelta è sempre più compromessa, e il rischio di fallimenti terapeutici aumenta in modo preoccupante”. Dunque, è tempo di superare le pur lodevoli dichiarazioni di intenti e i programmi, anche importanti, scritti sulla carta per rimboccarsi le maniche e (soprattutto chi può e deve) cominciare a fare. Iniziando magari da quello che per l’Oms è la prima e più importante fondamentale trincea sulla quale schierarsi per combattere questa guerra: l’uso consapevole degli antibiotici-

Una trincea sulla quale i farmacisti di comunità – rispondendo subito “Presente!” com’è nel loro costume e nella loro storia – si sono da tempo schierati a Bari, dove la Federfarma provinciale ha avviato un progetto che passa (anche) attraverso un test in farmacia. L’iniziativa è stata promossa dalla sigla dei titolari di farmacia nei distretti 4 e 5 della Asl di Bari, arruolando e mobilitando – è il caso di dirlo – 40 farmacie che insistono nel territorio dei Comuni interessati in un  progetto pilota che persegue un duplice obiettivo: combattere l’antimicrobico-resistenza e supportare il medico nella prescrizione degli antibiotici. L’idea è semplice: convincere i pazienti a sottoporsi in farmacia a un test MxA/Crp, che, con una minuscola goccia di sangue prelevata da un dito, consente di distinguere tra infezioni virali e batteriche. “Il farmacista compila quindi una scheda” ha spiegato ai rappresentanti dell’informazione Vito Novielli, presidente di Federfarma Bari e Puglia (nella foto), “la cui lettura va affidata esclusivamente al medico, che in base agli esiti deciderà se prescrivere l’antibiotico o meno”. 

Il test acquista in questo modo una duplice valenza: da una parte è uno strumento di supporto nella diagnosi che non potrà che favorire l’appropriatezza prescrittiva, dall’altra renderà consapevole il paziente di quanto sia importante usare consapevolmente gli antibiotici, evidenziando come sia facile incorrere in valutazioni erronee e scoraggiando così la pessima abitudine delle cure ‘fai da te’ che tanta parte hanno nell’uso improprio di questi farmaci.

“L’antimicrobico-resistenza è un fenomeno che sta mettendo alla prova la medicina a livello mondiale” ricorda Novielli, facendo riferimento all’uso inappropriato degli antibiotici che ha concorso in modo importante, nel tempo, “a determinare una serie di resistenze che sempre più spesso mettono i medici davanti alla difficoltà di trovare antibiotici capaci di vincere l’infezione da cui un cittadino è affetto. A ciò si aggiunge il fatto che spesso gli stessi antibiotici possano essere assunti attraverso gli alimenti. Per questo è assolutamente necessario che l’uso degli antibiotici diventi sempre più responsabile”.

Avviato da circa un anno nei Comuni del distretto 4 (Altamura, Gravina, Santeramo e Poggiorsini), di recente il progetto è stato esteso anche al distretto 5 (che include i Comuni di Acquaviva, Binetto, Cassano, Grumo, Sannicandro e Toritto). I primi risultati – spiega Novielli – sono stati “molto positivi”. “È un’iniziativa di cui siamo orgogliosi” afferma a buon diritto il presidente di Federfarma Puglia e Bari, ricordando anche un altro plus del progetto, ovvero la collaborazione di molti soggetti: Asl, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, farmacisti, ma anche l’azienda che ha fornito le apparecchiature necessarie. Un lavoro di squadra, insomma, che peraltro dovrebbe sempre essere il metodo per portare avanti con il massimo di efficacia le iniziative finalizzate a sviluppare concretamente la consapevolezza (o awareness che dir si voglia) dei cittadini in materia di corretti comportamenti sanitari.

Il progetto avviato da Federfarma Bari coinvolge al momento una platea di circa 350mila abitanti, ma l’auspicio è quello di poterlo estendere in futuro su tutto il territorio della Asl prima e regionale poi.

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