Roma, 21 aprile – La Settimana europea dell’immunizzazione (Sei) 2026, a in programma dal 19 al 25 aprile per iniziativa dell’Oms per sensibilizzare l’opinione pubblica in ordine all’importanza della vaccinazione, ha fornito all’Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) l’occasione per un bilancio sulla situazione delle vaccinazioni nel Vecchio Continente, che soffre ancora criticità rilevanti.
Il morbillo, ad esempio, ha già raggiunto nei primi due mesi dell’anno in corso nello spazio Ue/See, la pertosse ha registrato quasi 210.000 casi nel 2024, oltre otto volte in più rispetto all’anno precedente, e le infezioni pneumococciche invasive superano i 25.000 casi annui, ai livelli più alti dal 2019. Per quanto riguarda l’Italia, le cose vanno decisamente meglio: la percentuale di copertura vaccinale contro il morbillo con la prima dose è del 95%, superiore alla media dei Paesi Ue/See (93%), anche se resta inferiore alla media europea (88%) la seconda dose, che nel nostro Paese di ferma all’84%.
I numeri, a ogni buon conto, sono tali da riaccendere l’attenzione sull’importanza delle vaccinazioni in tutte le fasce d’età, come si propone appunto di contribuire a fare la Settimana europea dell’immunizzazione, espressamente dedicata al tema I vaccini funzionano per ogni generazione, scelto proprio per richiama la necessità di un impegno costante nelle campagne vaccinali lungo tutto l’arco della vita. Mantenere un’elevata copertura resta infatti fondamentale per proteggere individui e comunità, prevenire infezioni ed epidemie ed evitare l’aumento delle persone suscettibili a malattie prevenibili.
L’Ecd, a supporto della sua attività di monitoraggio e delle sue iniziative a supporto dell’immunizzazione, ha anche lanciato in questi giorni una nuova dashboard che mostra la copertura vaccinale contro l’Hpv (il papillomavirus, responsabile e altre infezioni prevenibili con vaccino, come l’epatite B, il morbillo e la rosolia). Si tratta di una panoramica trasparente e aggiornata dell’andamento dei programmi in tutta Europa che supporterà un processo decisionale basato su dati concreti per rafforzare le campagne di immunizzazione.
Soffermandosi sull’Hpv, l’Ecdc segnala come siano sotanto tre i Paesi Ue/See che hanno raggiunto l’obiettivo raccomandato dal Consiglio Ue per il 2024, cioè una copertura vaccinale contro l’Hpv del 90% tra le ragazze entro i 15 anni di età. Si tratta di Portogallo (96%), Islanda (93%) e Norvegia (91%). Ed anche altri Paesi si sono avvicinati al traguardo, come Svezia (86%) e Spagna (85%). L’Italia è purtroppo lontanissima da questi valori e anche al disotto della media Ue/See, pari al 65% nel 2024, anno in cui nel nostro Paese la copertura per quanto riguarda l’ultima dose di anti-Hpv nelle ragazze entro i 15 anni si è fermata al 55%.
I progressi registrati in generale nell’area, però, spiega l’Ecdc, si stanno già traducendo in un’elevata copertura vaccinale in diversi Paesi. E a 15 anni dall’introduzione dei programmi di vaccinazione contro l’Hpv in Europa, un numero crescente di studi “conferma l’elevata efficacia della vaccinazione nella prevenzione del cancro cervicale”. Ampie ricerche condotte in Paesi europei come Svezia, Paesi Bassi e Danimarca, così come in altre parti del mondo, hanno mostrato “una significativa riduzione delle infezioni da Hpv e delle lesioni precancerose, unitamente a una diminuzione dei tassi di cancro della cervice uterina tra le donne vaccinate”.
Dal 2020, si evidenzia nel report, i Paesi europei hanno segnalato una diminuzione dell’incidenza del cancro cervicale tra le donne vaccinate. Alcuni studi condotti in Svezia, Danimarca e Regno Unito dimostrano che la somministrazione precoce del vaccino ne aumenta il pieno potenziale protettivo. E, nel dettaglio, uno studio svedese ha suggerito che la vaccinazione delle ragazze prima del compimento del 17° anno d’età riduce l’incidenza del cancro cervicale dell’88%. In un ulteriore follow-up di 6 anni, poi, lo stesso studio svedese ha mostrato una riduzione sostenuta del rischio di cancro cervicale e un calo a livello di popolazione dell’incidenza della malattia invasiva dopo la vaccinazione contro l’Hpv.
“L’eliminazione del cancro al collo dell’utero nell’Ue/See sta diventando un obiettivo raggiungibile, grazie ai programmi di vaccinazione anti Hpv” commenta Bruno Ciancio, responsabile dell’Unità malattie a trasmissione diretta e malattie prevenibili con vaccino. “I progressi che stiamo osservando in tutta Europa dimostrano cosa si può ottenere quando i Paesi investono costantemente in strategie di immunizzazione efficaci. Monitoriamo attentamente questi progressi e supportiamo attivamente i Paesi per accelerare l’adesione alla vaccinazione e procedere più rapidamente verso l’eliminazione del cancro cervicale”.
Il rapporto dell’Ecdc ha dimostrato che i programmi di vaccinazione e la progettazione del sistema sanitario sono fattori strategici per raggiungere elevati livelli di copertura vaccinale anti-Hpv. Ad esempio, i dati provenienti da tutta Europa hanno dimostrato che i programmi di vaccinazione scolastica sono particolarmente efficaci e tendono a raggiungere livelli di copertura più elevati sia tra le ragazze che tra i ragazzi.
La dashboard Ecdc mostra la copertura vaccinale contro l’Hpv e altre infezioni prevenibili con vaccino fornisce una panoramica trasparente e aggiornata sull’andamento dei programmi di vaccinazione in tutta Europa e “supporterà – assicura l’agenzia comunitaria – un processo decisionale basato su dati concreti per rafforzare le campagne di immunizzazione”. La vaccinazione, osserva ancora l’Ecdc, “richiede sforzi costanti anno dopo anno per mantenere la protezione attraverso le generazioni e impedire che un numero crescente di persone non si vaccini, in particolare i gruppi meno serviti dai sistemi sanitari”.
Quando si raggiunge e si mantiene un’elevata copertura vaccinale, “la vaccinazione contro l’Hpv ha il potenziale per eliminare il cancro cervicale come problema di salute pubblica”, assicura l’ente Ue, per poi puntualizzare che nonostante i progressi dei vaccini nella riduzione delle infezioni da Hpv che portano al cancro, “i programmi di screening sono essenziali per continuare a integrare la vaccinazione, a causa del rischio di infezione da virus non coperti dai vaccini. La Settimana europea dell’immunizzazione” conclude il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie “ci ricorda che colmare le lacune attraverso sforzi collettivi, impegno e investimenti è essenziale, non solo per prevenire le infezioni oggi, ma anche per ridurre il peso del cancro e proteggere la salute delle generazioni future”.


