Roma, 17 maggio – Il Tavolo Aifa-Regioni, coordinato dalla Direzione tecnico-scientifica dell’Agenzia regolatoria, si è riunito nella giornata di ieri alla presenza dei rappresentanti nominati o delegati delle Regioni.
Al centro dei lavori, il documento di monitoraggio della spesa farmaceutica relativo al periodo gennaio-ottobre 2025 (del quale RIFday aveva riferito qui due settimane fa), al fine di approfondire congiuntamente le dinamiche regionali che incidono sull’andamento della spesa farmaceutica e di rafforzare il confronto istituzionale tra Aifa e le amministrazioni territoriali.
Nell’ottica di un’interlocuzione fattiva e di un confronto volto a consolidare le attività di monitoraggio e governo della spesa farmaceutica, Aifa ha richiesto alle singole Regioni elementi relativi alle misure di contenimento della spesa farmaceutica, con particolare riferimento alla programmazione dei fabbisogni di medicinali, all’organizzazione delle centrali d’acquisto regionali, alla verifica delle eventuali discrepanze tra fabbisogni dichiarati e medicinali acquistati, nonché alle attività di controllo dell’appropriatezza prescrittiva e di controllo delle prescrizioni, sia nel canale della convenzionata sia in quello ospedaliero e ambulatoriale.
Il tavolo di coordinamento Aifa-Regioni ha la finalità specifica di consentire una collaborazione tecnica tra l’Agenzia regolatoria nazionale e le diverse Regioni, con l’obiettivo specifico di concorrere alla sostenibilità del sistema farmaceutico e all’appropriatezza nell’erogazione delle cure ai pazienti. Una collaborazione che tutti sostengono di volere ma che evidentemente non è semplicissimo “mettere a terra” in modo efficace e produttivo di risultati. Lo stesso Programma di attività 2026 con il quale Aifa definisce le priorità che ne guideranno l’azione nel corso dell’anno è stato subito oggetto di precise osservazioni e richieste da parte del Coordinamento nazionale farmaceutica della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che avanza appunto proposte di integrazione e punta a rendere il Programma “integrabile con le necessità programmatorie delle Regioni e province autonome”.
In particolare, le Regioni chiedono un rafforzamento del proprio ruolo nella programmazione Aifa 2026, con una maggiore partecipazione regionale ai tavoli decisionali, tempi certi sui monitoraggi di spesa, trasparenza sulle negoziazioni e coordinamento più stretto sulle sperimentazioni cliniche.
Si tratterà ora di trovare un punto di equilibrio nel confronto al tavolo di coordinamento Aifa-Regioni, la cui finalità specifica è consentire una collaborazione tecnica tra l’agenzia e le diverse Regioni (che da parte loro puntano a una governance partecipata che possa garantire maggiore trasparenza, tempestività e allineamento operativo tra Aifa, amministrazioni centrali e territori). Quel che conta è che, alla fine, il lavoro di tutti concorra a soddisfare due necessità irrinunciabili: rendere più sostenibile il sistema farmaceutico e garantire appropriatezza nell’erogazione delle cure ai pazienti.


