Farmaceutica territoriale, corso Sifo a Napoli: “Strategica per la cronicità e la sostenibilità”

banner

Roma, 28 gennaio – Un necessario momento di confronto multi-disciplinare sul ruolo sempre più strategico della farmaceutica territoriale all’interno del Servizio sanitario nazionale, in particolare nella presa in carico del paziente cronico, fragile e spesso sottoposto a poli-terapie.

Questo voleva essere e questo è stato il corso residenziale di aggiornamento regionale accreditato ai fini Ecm e articolato in cinque sessioni di lavoro intitolato  La Farmaceutica territoriale tra sostenibilità, innovazione e nuovi scenari per il paziente cronico”. Promosso dalla Sifo e curato dall’Area scientifico-culturale Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali della stessa società scientifica e dalla Segreteria regionale Sifo Campania, si è tenuto il 22 maggio scorso a Napoli all’Hotel NH Panorama con la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente Sifo e direttore generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema sanitario regionale della Campania Ugo Trama (nella foto), che ha introdotto i lavori, del tesoriere Adriano Vercellone e del consigliere Filippo Urso, impegnati entrambi nella moderazione dei lavori.

Presente ovviamente anche la “padrona di casa”, nella sua qualità di segretaria regionale Sifo, Francesca Futura Bernardi (nella foto) e i consiglieri del gruppo regionale. Trama, nella sua introduzione, ha ricordato come il Dm 77, perseguendo l’obiettivo  di ridisegnare la sanità di prossimità, abbia tracciato uno scenario dove il farmacista del Ssn e i Servizi farmaceutici territoriali assumono un ruolo fondamentale di raccordo multi-professionale e sociale, anche nell’organizzazione delle attività connesse allo sviluppo delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità.

Uno scenario nel quale – come ha sottolineato Vincenzo Santagada, assessore alla Salute del Comune di Napoli e presidente provinciale dell’Ordine dei Farmacisti -trovano collocazione e riconoscimento di ruolo e valore anche la farmacia dei servizi e il ruolo dei farmacisti, presidi e professionisti della rete multi-professionale del Servizio sanitario. In questa prospettiva, il farmacista del Ssn può contribuire sempre di più ai percorsi assistenziali attraverso attività di consulenza nei diversi setting di cura, mentre la farmacia di comunità può rafforzare il proprio ruolo di prossimità nella presa in carico dei pazienti cronici.

Sostenibilità della spesa e accesso a innovazione
tra i temi centrali del convegno

Il corso, realizzato grazie alla collaborazione sinergica dei tre responsabili scientifici Andrea Ciaccia (nella foto), Mariarosaria Cillo e Vincenzo Del Pizzo con la segreteria regionale di Sifo Campania, ha posto al centro la farmaceutica territoriale in una fase di profonda trasformazione. L’obiettivo era aprire un confronto concreto su un ambito fortemente coinvolto nella crescita della spesa farmaceutica convenzionata e degli acquisti diretti, nell’arrivo di nuove molecole e nelle progettualità previste dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.

Ampio spazio è stato dedicato ai temi sostenibilità della spesa farmaceutica e accesso all’innovazione. Dalle relazioni è emersa la necessità di coniugare l’introduzione di nuove terapie con strumenti sempre più solidi di programmazione, monitoraggio e valutazione degli esiti. L’innovazione rappresenta una grande opportunità per i pazienti, ma richiede modelli di governance capaci di misurarne il valore reale, evitare sprechi e orientare le scelte verso criteri di efficacia, sicurezza, appropriatezza e sostenibilità.

Integrazione tra specialisti, mmg, farmacisti del Ssn e di comunità
chiave per la gestione di cronicità e nuove opzioni terapeutiche 

Un focus rilevante ha riguardato le grandi aree della cronicità, in particolare diabete, malattie metaboliche, dislipidemie e rischio cardiovascolare. Le nuove opzioni terapeutiche stanno modificando in modo significativo gli scenari di cura, offrendo possibilità più efficaci di controllo della malattia e di prevenzione delle complicanze. Tuttavia, il loro impiego richiede percorsi ben definiti, corretta selezione dei pazienti, monitoraggio continuo e integrazione tra specialisti, medici di medicina generale, farmacisti del Ssn e servizi territoriali.

Tra gli interventi da segnalare anche quello di Katherine Esposito, ordinario di Endocrinologia presso l’Aou Luigi Vanvitelli (nella foto), che ha parlato dei nuovi approcci terapeutici disponibili per i pazienti con diabete. I principali pilastri della terapia del diabete tipo, ha ricordato la docente, oggi includono gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, fondamentali nella protezione cardio-renale per il rallentamento della malattia renale cronica e la riduzione dello scompenso cardiaco e ovviamente  gli agonisti del recettore del Glp-1 (Glp-1 RA) e i dual agonist Glp-1/Gip, “associati a riduzioni dell’emoglobina glicata e del peso corporeo elevati e ad un profilo protettivo multi-organo.

La moderna diabetologia si muove oggi oltre il semplice target gluco-centrico” ha evidenziato la docente, sottolineando come l’obiettivo primario delle terapie “è diventato la modificazione precoce della storia naturale della malattia e la protezione d’organo sistemica (cardiaca, renale e vascolare periferica), guidata da molecole e formulazioni sempre più efficaci, flessibili e orientate alla compliance del paziente. Oggi abbiamo gli strumenti farmacologici per intervenire precocemente e cambiare la storia naturale della malattia”.

Governo delle malattie croniche, il ruolo centrale del farmacista Ssn

Il governo delle terapie croniche è stato affrontato anche attraverso i temi dell’aderenza terapeutica, della farmaco-utilizzazione, della de-prescrizione e dell’uso dei dati real-world. Nei pazienti anziani, fragili e poli-trattati, la revisione periodica delle terapie diventa uno strumento fondamentale per ridurre rischi, interazioni, trattamenti non necessari e ricoveri evitabili. In questo ambito, il farmacista del Ssn assume un ruolo centrale nella lettura dei dati prescrittivi, nel supporto ai percorsi decisionali e nella promozione dell’appropriatezza.

Particolare attenzione è stata riservata durante l’evento alla sanità di prossimità e alla continuità ospedale-territorio. Le esperienze presentate dalle Asl campane hanno mostrato progettualità importanti nella presa in carico del paziente cronico, fragile e politrattato, valorizzando strumenti come telemedicina, distribuzione diretta, distribuzione per conto, home delivery, monitoraggio dei percorsi e piattaforme digitali di supporto, attestando il ruolo centrale del farmacista Ssn. La prossimità, è emerso dal confronto, non coincide solo con la vicinanza fisica dei servizi, ma con la capacità del sistema di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.

Vigilanza farmaceutica sul territorio, serve un aggiornamento organico delle regole e degli strumenti

Un passaggio qualificante del convegno ha riguardato la vigilanza farmaceutica sul territorio. La sessione dedicata alla farmaceutica convenzionata, introdotta da Paola Minghetti (nella foto),  ordinario di Tecnologia, socio-economia e normativa dei medicinali all’Università Statale di Milano e presidente di Sifap, ha approfondito la necessità di una regolamentazione più aggiornata e coerente con l’evoluzione dei servizi. L’ampliamento delle responsabilità professionali, lo sviluppo della farmacia dei servizi, la complessità dei percorsi assistenziali e la crescente integrazione tra pubblico e privato convenzionato rendono infatti necessario un aggiornamento organico delle regole e degli strumenti di vigilanza.

La parte finale dei lavori ha approfondito il ruolo della farmaceutica convenzionata e delle nuove infrastrutture digitali. Dalla distinta contabile riepilogativa informatizzata alle piattaforme regionali di monitoraggio, fino agli strumenti di tracciabilità e interoperabilità, la digitalizzazione è stata presentata come una leva essenziale per migliorare trasparenza, controllo della spesa, appropriatezza prescrittiva e integrazione tra professionisti. Il confronto con diverse esperienze regionali ha confermato come le piattaforme digitali possano rendere più efficace il governo del farmaco e più tempestiva la risposta ai bisogni dei cittadini, utilizzando in modo sistemico tutti gli strumenti di tracciabilità e monitoraggio.

Farmaceutica territoriale, leva per garantire appropriatezza,
equità di accesso, sostenibilità e continuità assistenziale

Il corso, rivolto ai soci campani della Sifo, ha registrato un significativo apprezzamento, confermato anche dall’elevato numero di adesioni e nel complesso l’iniziativa ha restituito una visione moderna della farmaceutica territoriale: non più soltanto funzione erogativa, ma leva strategica di governo clinico, organizzativo ed economico. E questo, alla fine, è anche il messaggio complessivo emerso dall’evento: la farmaceutica territoriale deve essere considerata una leva strategica per garantire appropriatezza, equità di accesso, sostenibilità e continuità assistenziale.

Tirando le somme dell’evento, Ciaccia ha sottolineato a nome di tutti che “il bilancio è molto positivo. Come responsabili scientifici volevamo aprire un confronto concreto sulla farmaceutica territoriale, superando una visione solo erogativa e valorizzandone il ruolo di governo clinico, organizzativo ed economico. Credo che questo obiettivo sia stato raggiunto anche grazie alla forte partecipazione della dirigenza Sifo, della segreteria regionale di Sifo Campania e del gruppo regionale. Dalle relazioni è emersa con chiarezza la centralità del farmacista del Ssn nei nuovi modelli di sanità di prossimità previsti dal Dm 77, soprattutto nel raccordo tra ospedale, territorio, Case e Ospedali di Comunità”.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni