Ccnl, presidi di protesta a Perugia e Terni dei collaboratori delle farmacie private e ‘speciali’

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Roma, 12 giugno – I farmacisti dipendenti dell’Umbria sono scesi nuovamente in piazza ieri per protestare contro il mancato rinnovo dei Ccnl dei dipendenti delle farmacie private e delle farmacie a proprietà pubblica, scaduti entrambi nel 2024 (in agosto quello delle farmacie private e nel dicembre successivo quello delle farmacie cosiddette “speciali”).

Sul banco degli imputati, le due associazioni datoriali firmatarie dei contratti di lavoro, Federfarma e Assofarm, colpevoli agli occhi delle sigle sindacali che hanno organizzato la protesta (Filcams Cgil Perugia e Terni, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Uil Umbria) di aver avanzato offerte “assolutamente insufficienti” anche solo a recuperare il potere d’acquisto delle retribuzioni eroso dall’inflazione e in ogni caso molto lontane dalle richieste avanzate dai sindacati.

Nessuna delle proposte delle parti datoriali, inoltre, riconosce in modo adeguato il nuovo profilo professionale dei farmacisti, molto cambiato negli ultimi anni per il rilevante sviluppo delle attività dei farmacisti in farmacia, in conseguenza delle trasformazioni correlate alla “farmacia dei servizi”. Sono aumentate le prestazioni sanitarie dirette: vaccinazioni, test diagnostici, telemedicina e attività di presa in carico dei pazienti, con un rilevante aggravio di lavoro e maggiori responsabilità, un rischio biologico più elevato e l’oggettiva assunzione di un ruolo strategico nel sistema sanitario territoriale.

Ed è proprio qui che la protesta affonda molte delle sue radici, spiegano i sindacati: le nuove funzioni sempre più vicine a quelle di presidi sanitari avanzati richieste alle farmacie di comunità sono di fatto rese possibili da dipendenti che sono chiamati a erogare prestazioni e servizi che richiedono maggiori competenze, comportano più responsabilità e si traducono in nuovi carichi di lavoro, senza che tutto questo – evidenziano Filcams, Fisascat e Uiltucs – sia accompagnato da adeguati miglioramenti economici, normativi o di inquadramento professionale.

La sovrapponibilità dei problemi, praticamente identici, dei dipendenti delle farmacie territoriali private e pubbliche ha suggerito  la proposta in comune, che si è sostanziata nella mattinata dell’11 giugno  con l’organizzazione di due presidi, davanti alla prefettura di Perugia e davanti alla prefettura di Terni. I farmacisti dipendenti umbri chiedono dignità professionale, salari che tengano conto del costo della vita e contratti finalmente all’altezza del ruolo svolto quotidianamente al servizio dei cittadini. La protesta dell’11 giugno ha voluto rendere pubblica e visibile la richiesta, davanti alle istituzioni preposte alla tutela dell’ordine e della legalità sul territorio, permettendo anche di chiarire le ragioni di una mobilitazione sindacale che dura da mesi e che, per i dipendenti delle farmacie private, si è già sostanziata in due giornate di sciopero nazionale (il 6 novembre 2025 e il 13 aprile di quest’anno), mentre quelli delle farmacie “speciali” si asterranno dal lavoro il prossimo 17 giugno. 

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