Specializzandi non medici, Ugl: “Subito parità di trattamento, senza di loro Ssn a rischio”

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Roma, 21 giugno – Serve un cambio di passo immediato e l’apertura di un tavolo di confronto ministeriale sul tema degli specializzandi sanitari di area non medica, una legione di professionisti indispensabili per la tenuta del Ssn e ridotti però al rango di invisibili ectoplasmi, costretti a inaccettabili sperequazioni (rispetto agli specializzandi di area medica) da una ormai troppo lunga e colpevole  “disattenzione” della politica e dalla cronica mancanza di fondi della sanità.

Specializzandi farmacisti, veterinari, biologi, chimici, fisici medici e psicologi, senza i quali l’intera struttura del Ssn scricchiolerebbe, sono giunti ormai allo stremo delle forze: dopo percorsi di specializzazione quadriennali, obbligatori per legge anche solo per poter partecipare ai concorsi pubblici in Asl, Istituti Zooprofilattici o strutture e laboratori ospedalieri, lavorano per il servizio sanitari in condizioni di enorme svantaggio rispetto ai colleghi medici: contratti precari, tutele assistenziali ridotte al lumicino e borse di studio spesso misere o del tutto assenti.

“Siamo di fronte al paradosso per cui migliaia di giovani laureati sono pronti a iniziare la propria formazione per mettersi al servizio della salute pubblica, ma restano bloccati al nastro di partenza perché impossibilitati a immatricolarsi per mancanza di coperture economiche” dichiara in una nota Gianluca Giuliano (nella foto), segretario nazionale del sindacato Ugl Salute, tornato due giorni fa sul tema con una nota alla stampa.

“Se da un lato accogliamo con favore la recente assegnazione dei fondi per i contratti dell’anno accademico 2024-2025, dall’altro non possiamo non denunciare con forza che all’orizzonte regna il buio più totale per lo stanziamento delle borse relative all’anno 2025-2026” evidenzia il segretario Ugl. “Questa totale assenza di programmazione finanziaria rischia di dare il colpo di grazia a intere categorie professionali e, di riflesso, all’efficienza delle nostre strutture sanitarie”.

“È tempo di dare voce, dignità e parità di trattamento a tutte le professioni sanitarie non mediche. Senza veterinari salta la sicurezza della filiera alimentare e la prevenzione dalle epidemie; senza biologi e chimici si fermano la diagnostica e la ricerca; senza farmacisti e fisici medici si bloccano le terapie complesse; senza psicologi crolla il supporto mentale sul territorio” rimarca ancora Giuliano, per poi concludera con la richiesta al Governo di “un impegno strutturale e risorse certe: non possiamo permetterci di perdere questi professionisti, pena il definitivo collasso del nostro sistema di prevenzione e cura”.

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