Roma, 23 luglio – Le indagini dei i carabinieri del Nas e del Nucleo investigativo seguite al furto di 80 fiale di un farmaco anestetico a base di fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma hanno portato a un primo passo giudiziario: la procura di Roma ha infatti iscritto nel registro degli indagati due custodi dell’ospedale, sospettati di possibili responsabilità nella sottrazione del farmaco e dai quali si cercherà di acquisire informazioni anche per sapere a chi fosse destinato.
Secondo l’ipotesi investigativa ritenuta al momento più solida, la destinazione del farmaco non era quello del tradizionale spaccio di droga, ma il mondo della medicina clandestina, dove operano studi abusivi e medici (o sedicenti tali) che esercitano senza abilitazione. Un mondo dove un farmaco anestetico come il fentanyl – per ovvie ragioni di difficile acquisizione – assume un un valore elevatissimo. Anche per questo fin dal primo momento l’ipotesi di un furto su commissione portato a termine da qualcuno con una profonda conoscenza dell’ospedale, della presenza e collocazione del farmaco e delle sue modalità di conservazione e custodia era stata tra le prime – se non la prima- a essere considerata dagli investigatori, anche alla luce di alcune criticità emerse nei sistemi di sicurezza.
Tra queste, prima su tutte, la circostanza – subito emersa dalle indagini dei carabinieri dei Nas e dalle ispezioni disposte da Ministero della Salute, Regione Lazio e Asl – di modalità di custodia delle chiavi dell’armadio blindato contenete il fentanyl apparse insolite: le chiavi non erano infatti custodite all’interno della farmacia, ma in un locale attiguo e – ancorché ben celate – erano in ogni caso esposte al rischio di poter essere prelevate da chiunque avesse la possibilità di circolare nell’area. Il dettaglio, peraltro, rende possibile e plausibile l’ipotesi che gli autori del furto abbiano potuto muoversi con agio e prelevare il consistente quantitativo di fiale di un farmaco sottoposto a un regime di strettissimo controllo.
Le indagini in ogni caso proseguono non solo per la definitiva individuazione degli autori materiali del furto, ma anche per risalire a chi lo avrebbe commissionato per poi acquistare il farmaco, provando a ricostruire ricostruire la rete di contatti che avrebbe potuto favorire la destinazione del farmaco al di fuori dei canali autorizzati.


