Sicurezza farmaci stupefacenti, Anmvi su nuovo decreto: “Inapplicabile per i veterinari”

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Roma, 9 settembre – Non dovrebbe ormai mancare molto alla pubblicazione del decreto subito predisposto dal ministero della Salute – dopo il furto di due mesi fa di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale israelitico di Roma – per definire misure minime uniformi per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope, rafforzando la vigilanza per evitare i furti “nelle farmacie ospedaliere e territoriali delle aziende sanitarie, agli ospedali e alle case di cura pubbliche e private prive dell’unità operativa di farmacia, alle unità operative ospedaliere e territoriali diverse dalla farmacia, ai servizi pubblici per le dipendenze, alle strutture penitenziarie, ai magazzini centralizzati delle aziende sanitarie e alle altre strutture pubbliche o private”.

Ma, nelle more del varo definitivo del provvedimento, l’Anmvi, l’Associazione nazionale dei Medici veterinari, esce allo scoperto per esprimere le sue forti perplessità sui suoi contenuti, che configurerebbero “un eccesso regolatorio per falle di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie”, e chiede al ministro della Salute e alla Conferenza Stato Regioni “lo stralcio delle strutture veterinarie dal decreto Fentanyl”.

Secondo l’Anmvi, “il testo, come inviato alla Conferenza Stato Regioni risulta inapplicabile al settore delle cure veterinarie per inopportunità, incoerenza con l’esercizio professionale veterinario e con la normativa di riferimento veterinario, compreso l’Accordo Stato Regioni sui requisiti minimi delle strutture veterinarie”. Timori per le chirurgie e i trattamenti anti-dolore negli animali, l’Anmvi “teme interruzioni di continuità delle prestazioni ai pazienti animali, chirurgiche, post-operatorie e per la terapia del dolore”.

“Il provvedimento ignora che garanzie di base come l’autenticità della ricetta, la veridicità della prescrizione e la congruità del quantitativo prescritto sono già assicurate dal sistema di tracciabilità dei medicinali ad uso veterinario attraverso il Sistema informativo dei Medicinali veterinari”, sottolinea l’Anmvi. Inoltre, “una stretta generalizzata su tutte le sostanze – fra cui la ketamina- e su tutte le strutture di cura – anche quelle private rischia di compromettere il benessere degli animali e la sostenibilità organizzative delle strutture veterinarie”.

La nota dell’Anmvi conclude quindi stigmatizzandola previsione di una serie di accorgimenti strutturali obbligatori (telecamere, accessi, sigilli) senza alcuna valutazione d’impatto economico e organizzativo per i professionisti veterinari privati.

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