Suicidi in aumento tra i giovani, Schillaci: “Presto un Piano nazionale di prevenzione”

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Roma, 11 settembre – Ogni giorno, in Italia, si tolgono la vita circa 4000 persone, per un tasso grezzo di mortalità (calcolato sulla popolazione over 15, perché nell’infanzia l’evento è praticamente inesistente) pari a 11,8 11,8 per 100mila abitanti negli uomini e a 3 per 100mila nella donne. Un gap di genere molto marcato, che trova origine nel fatto che il suicido è un fenomeno che interessa soprattutto gli uomini (che rappresentano il 78,8% dei suicidi) e ormai da tempo preoccupa molto per il sensibile l’aumento di casi registrati nella popolazione giovane compresa tra i 15 e i 29 anni, che  – secondo i dati Istat – ha portato il suicidio a diventare la terza causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali. Ma non è tutto, per valutare il fenomeno nella sua interessa vanno considerati anche altri numeri: . secondo Ama, per ogni suicidio almeno 20 familiari e amici stretti sarebbero direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita. Rapportando il dato ai circa 4mila decessi annuali, si arriva ad almeno 80mila persone.

A riportare l’attenzione su un fenomeno che normalmente si tende invece a ignorare, almeno a livello di opinione pubblica, è stata in questi giorni la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, celebrata ieri, 10 settembre, scegliendo come tema Cambiare la narrazione del suicidio. Molti gli eventi organizzati in ogni angolo del Paese per una una riflessione aperta su una problema che  – per negletto che sia – resta di straordinaria rilevanza e impone la messa in atto di politiche e strategie per prevenire gli atti autolesivi e i tentativi di suicidio soprattutto tra gli adolescenti e i giovani, per impedire prima che la sofferenza diventi emergenza,  riconoscendo tempestivamente le situazioni di vulnerabilità e facilitando la richiesta di aiuto, senza timore di essere stigmatizzati. Un obiettivo, questo – come spiegano gli organizzatori della Giornata mondiale – perseguibile solo costruendo ambienti capaci di sostenere il benessere neuropsichico.

Sul tema è intervenuto ieri anche il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto), con una nota nella quale informa che, nell’ambito del Tavolo tecnico sulla salute mentale coordinato dal professor Alberto Siracusano, è in corso la predisposizione di un documento di indirizzo che costituirà la base per l’elaborazione di un Piano nazionale per la prevenzione del suicidio in Italia. Il documento individuerà strategie e interventi per rafforzare la prevenzione, l’individuazione precoce delle situazioni di rischio e la presa in carico, con una particolare attenzione alle donne, agli adolescenti e a contesti di particolare fragilità come quelli carcerari.

“Dobbiamo intervenire prima” dichiara Schillaci “soprattutto tra i più giovani e nelle situazioni di maggiore vulnerabilità, e garantire percorsi di assistenza adeguati e tempestivi”.
Il documento affronterà anche il tema del sostegno e della presa in carico dei survivor, ovvero le persone che hanno perso un familiare o una persona cara per suicidio e che necessitano di interventi e percorsi specifici di supporto.
“Dietro ogni situazione di sofferenza ci sono persone, famiglie e comunità. Rafforzare la prevenzione significa anche contrastare lo stigma che ancora troppo spesso circonda il disagio mentale e favorire una cultura dell’ascolto e della richiesta di aiuto” aggiunge Schillaci.
Il lavoro avviato si inserisce nel più ampio percorso attivato dal Ministero per rafforzare le politiche per la salute mentale. Lo scorso dicembre è stato infatti approvato il Piano nazionale di azioni per la salute mentale che mancava in Italia da 13 anni. In questo quadro sono inoltre in corso di elaborazione anche Linee guida dedicate al tema della depressione.
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