Roma, 28 agosto – Anche il Vaticano si adegua allo spirito dei tempi hi tech, almeno nella sua storica farmacia, aperta 145 anni fa ma in realtà ben più antica: un documento del febbraio 1650 rinvenuto nell’autunno del 2017 negli Archivi segreti vaticani, infatti, già attesta la presenza di una “speciaria” (spezieria) nel convento di S. Anna. E, osservarono nell’occasione gli studiosi, se nel febbraio del 1650 veniva rilevata l’esistenza di una spezieria, significa che la sua nascita è ancora precedente.
Ma, al di là di ogni considerazione sulla sua età comunque vetusta, resta il fatto che la farmacia dello stato pontificio è da quasi un secolo e mezzo una vera e propria istituzione nel panorama sanitario della Capitale d’Italia. E ora – secondo quanto riferisce lo stesso Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede – ha deciso di rinnovarsi in profondità, aprendo alla tecnologia.
“Una farmacia storica come quella vaticana” scrive il quotidiano pontificio “aveva bisogno di abbracciare l’innovazione tecnologica per essere al passo con i tempi ed entrare così in sintonia con una nuova tipologia di clientela, con esigenze e bisogni diversi rispetto al passato”.
Il quotidiano d’Oltretevere racconta che la scelta del direttore fra Binish Thomas Mulackal, dei Fatebenefratelli, “è di quelle che imprimono una svolta irreversibile. Con l’adozione delle soluzioni di automazione e digitalizzazione la gestione del magazzino diventa agile e rapida. Quando sarà tutto a regime, non vi sarà più bisogno di effettuare l’inventario di fine anno. I prodotti da sistemare e catalogare ogni giorno non mancano. Il magazzino ne conserva oltre 40.000, venduti ai circa 2.000 clienti che ogni giorno visitano i locali al palazzo del Belvedere”.
Numerosi i vantaggi dell’innovazione tecnologica. Tra questi, elenca l’Osservatore Romano, “la semplificazione della gestione delle scorte; l’eliminazione di possibili errori di vendita di farmaci con scadenza ravvicinata, grazie a un maggior controllo nelle date che porta a una sensibile diminuzione dei prodotti già scaduti. Un altro vantaggio è la liberazione di molto spazio che può essere dedicato a zona espositiva o a nuovi servizi. Ciò è di vitale importanza, perché aumentare la superficie espositiva significa incrementare le vendite”.
A dimostrazione del fatto che i conti relativi alla gestione di un’impresa storica e nota praticamente in tutto il mondo. oltre che piuttosto florida, almeno a giudicare dalla sua intensa frequentazione, con una media giornaliera di presenze che va dalle 2000 alle 2500 persone, secondo i dati dichiarati tempo fa allo stesso quotidiano pontificio dal direttore fra’ Mulackal, vanno in ogni caso seguiti con cura. Proprio come le anime, senza ovviamente che l’osservazione suoni blasfema.


