Parafarmacie e Mnlf: “Assurdo il no alla liberalizzazione della fascia C”

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Roma, 19 febbraio – Immediate le reazioni all’appello di Federfarma Palermo ai cittadini a “difendere la farmacia sotto casa” e dire no alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta.

I primi a controbattere sono stati i liberi farmacisti del Mnlf, con una nota nella quale – in primo luogo – chiariscono che al contrario di quanto afferma il sindacato dei titolari di farmacia palermitani, “non esistono problemi di ordine etico, in quanto a dispensare il farmaco è un professionista laureato ed abilitato, come in farmacia, che quegli obblighi etici a cui si fa riferimento è obbligato a sottostare. Farmacista che per la propria preparazione conosce tutti i farmaci ed è in grado di dispensare anche quelli definiti ‘pericolosi’, gli stessi che spesso in farmacia vengono rilasciati senza ricetta medica.”

La nota prosegue escludendo anche l’esistenza di problemi di ordine sanitario per la sicurezza dei cittadini, perché, si spiega, “i farmaci oggetto della discussione in Senato sono prescritti da un medico, ed in quanto tali sottostanno a domanda “anelastica”, ovvero non sono né oggetto di abuso né di iperconsumo.”

Contestata in radice anche l’affermazione su una presunta maggiore “convenienza” della farmacia: “I dati Aifa menzionati dal presidente Tobia sono falsi perché frutto di analisi errata” si legge al riguardo nella nota Mnlf. “Infatti gli stessi dati prendono spunto da una colpevole ‘dimenticanza’: lo spostamento di numerosi farmaci con obbligo di ricetta a senza obbligo di ricetta, fatto questo che ha determinato statisticamente un aumento del costo medio dell’intero comparto dei farmaci d’automedicazione.”

“Consigliamo a Tobia di andarsi a leggere i report di Altroconsumo” continuano al riguardo i liberi farmacisti, che li ritengono decisamente più obbiettivi di quelli Aifa, “palesemente strutturati per sostenere una tesi costruita ad arte” ma che sarebbe stata sconfessata ormai da tutti.

Secondo Mnlf, nessun motivo valido osta alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che è “una occasione per l’economia del Paese, occasione di crescita economica finalizzata a creare nuovi posti di lavoro, nuove aziende e risparmi per i cittadini. Con questa riforma” conclude la nota ” equità ed uguaglianza di opportunità potranno finalmente entrare in una delle categorie, quella dei farmacisti, ancorata a vecchi privilegi e rendite di posizione.

A replicare a Federfarma Palermo è anche la Federazione della parafarmacie italiane, con il suo presidente Davide Gullotta, che contesta un’altra affermazione di Tobia, relativa alla situazione di crisi della farmacia.“Il mercato delle farmacie e del farmaco è in crescita e non risente di nessuna crisi” afferma Gullotta, ricordando che “il reddito medio del farmacista titolare di farmacia si aggira sui 100mila euro l’anno e non capiamo dunque come la seconda categoria più ricca in Italia possa lamentarsi per la liberalizzazione del 16% del mercato del farmaco. È assurdo”.Così come, secondo il presidente di Fnpi, “è assurdo l’atteggiamento di Federfarma che si scaglia contro i propri colleghi farmacisti che lavorano nelle parafarmacie per vietare loro la vendita dei farmaci di fascia C, mentre non spende nemmeno una parola sull’ingresso dei capitali privati e delle multinazionali nella proprietà delle farmacie”.Gullotta riserva la sua conclusione al governo, che a suo giudizio ” dovrebbe modificare il sistema di accesso alla professione, a tutt’oggi di stampo medievale, incominciando ad investire sul merito piuttosto che premiare ancora censo ed ereditarietà. Alla vigilia della conclusione dell’iter del ddl Concorrenza” questo l’invito finale del presidente delle parafarmacie “la politica tutta rifletta”.

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