Roma, 2 maggio – L’Italia deve fare fronte a un problema di coperture vaccinali in Italia, emerso anche durante il congresso Escmid Global, l’assise che riunisce annualmente i microbiologi e infettivologi di tutta Europa (e non solo), tenutosi a Barcellona dal 27 al 30 aprile scorsi.
A sotto
linearlo, in una dichiarazione all’agenzia Adnkronos Salute, è Massimo Andreoni (nella foto), direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore ordinario di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma, che ricorda come la stessa copertura vaccinale anti-Covid in Italia non sia stata molto efficace: “Siamo arrivati al 12% dei soggetti a rischio immunizzati mentre il resto d’Europa è sopra il 50%. L’Italia deve rivedere la politica sulle vaccinazioni” sostiene l’esperto, informando che “tra pochi giorni uscirà un documento congiunto Simit-Siti per preparare la prossima campagna vaccinale autunnale che, secondo noi, dovrà raccomandare anche l’anti-Covid insieme all’antinfluenzale. C’è anche preoccupazione per l’epidemia di morbillo” rimarca Andreoni “che sta creando diversi problemi in vari stati europei. Insomma, il tema delle coperture vaccinali deve tornare la priorità delle politiche sanitarie”.
Evidenziando il focus principale dell’evento congressuale di Barcellona, l’infettivologo italiano non ha alcuna esitazione individuarlo l’antibiotico-resistenza, “problema di sanità pubblica in tutti i Paesi. All’Escmid sono stati presentati diversi studi su nuovi approcci per arrivare a combattere i super batteri. Tra queste strategie sembra interessante quella che usa i ‘virus fagi’ che aggrediscono i batteri in maniera molto specifica. Sono virus non in grado di infettare le cellulare umane ma, ad esempio, di attaccare le cellule batteriche di pseudomonas o stafilococco”.


