Roma, 5 maggio – Le cronache locali veronesi hanno ampiamente riferito dell’arresto da parte di agenti della Polizia di Stato di tre giovani, fermati lo scorso 1° maggio a Piazza Bra, pieno centro della città scaligera, nei cui zaini sono stati rinvenute complessivamente poco meno di 500 pastiglie di Rivotril (vendute, anzi, spacciate a cinque euro l’una e in grado di assicurare, se mischiate all’alcool,effetti simili a quelli dell’eroina), oltre a numerose pastiglie di Lyrica, una modica quantità di hashish, denaro contante e un paio di telefoni cellulari appena rubati (nella foto, tratta dal sito di VeronaSera, i materiali sequestrati dalla polizia).
La notizia ha subito indotto il sindacato Farmacieunite a rilanciare l’allarme sulla diffusione di questi farmaci per usi. “Si tratta di un evento grave considerato il facile approvvigionamento di farmaci aggirando i formalismi necessari per ottenerli e per trasformarli poi in droghe da abuso” ha spiegato il segretario del sindacato, la veronese Aria
nna Capri (nella foto), sottolineando la pericolosità dell’assunzione incontrollata dei farmaci in questione.
Lyrica è indicata per il trattamento del dolore neuropatico e di patologie i cui sintomi interferiscono con la vita del paziente, tuttavia persone di giovane età in questi casi lo usano mescolata con alcol o con sostanze stupefacenti per generare stati di euforia. Rivotril è un ansiolitico con azione disinibente e la relativa ricetta dev’essere utilizzata entro un mese dalla prescrizione; la ricetta medica per l’approvvigionamento di Lyrica va rinnovata caso per caso.
“Dettagli che evidenziano e ribadiscono come la farmacia debba rimanere un fondamentale punto di riferimento per la tutela della salute anche qualora vi sia potenziale rischio di trasformare i farmaci in droghe da abuso come avvenuto in questo caso” precisa Capri. “Il
farmacista effettua il controllo della ricetta, ne limita la dispensazione se non legata ai corretti formalismi della stessa, protegge il paziente dall’utilizzo non corretto… e non soltanto il paziente, quindi”.
Circa tre settimane fa il problema era stato affrontato dalla Fofi in una circolare agli Ordini provinciali, dove veniva sollecitata la massima attenzione della categoria suldelicatissimo tema delle ricette mediche falsificate di psicofarmaci, sempre più spesso presentate in farmacia da minori. Un allerta prontamente raccolto e rilanciato da Farmacieunite con una nota agli associati attraverso la quale il presidente Maurizio Giacomazzi (nella foto) e la stessa Capri ribadivano con for
za l’invito a verificare con la massima attenzione la validità delle stesse ricette, in particolare se dematerializzate.
“Nel congratularci con le forze dell’ordine per quanto fatto a Verona, Farmacieunite rinnova la massima collaborazione nell’impedire questi fenomeni” conclude Capri “che vanno dalla diffusione incontrollata sino alla trasformazione di farmaci in droga”.


