CdC: Enpaf, solidità e conti in regola, occhio a crediti non riscossi e bilancio a lungo termine

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Roma, 19 febbraio – Prosegue l’ormai lunga tradizione di valutazioni positive della magistratura contabile sulla gestione dell’Enpaf, la cassa di previdenza e assistenza della professione farmaceutica: la Sezione controllo enti della Corte dei conti ha infatti approvato, con la determinazione n. 29 del 9 febbraio scorso, la relazione sulla gestione 2024 dell’ente previdenziale dei farmacisti.

Del quale i magistrati contabili hanno promosso i conti, con qualche warning per il futuro. Il primo è relativo a una criticità già nota e segnalata dalla Corte anche in precedenti relazioni, quella dei crediti verso gli iscritti, pari nel 2024 a 129,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 120,6 del 2023. La cifra è attribuibile quasi per intero (110,7 milioni) a contributi soggettivi dovuti e non versati dagli iscritti. Da qui la sollecitazione all’ente – vista anche la rilevante consistenza del fenomeno di morosità – a porre in essere nel futuro il più attento monitoraggio “al fine del più efficace recupero dei crediti”, adottando iniziative utili ai fini della loro riscossione.

L’altra “tirata di giacca”, nelle conclusioni finali, riguarda il bilancio tecnico cinquantennale approvato a novembre 2024, in lieve peggioramento rispetto al precedente documento attuariale: riferisce infatti un saldo previdenziale che per 12 anni (dal 2042 al 2053) risulterà negativo, mentre in precedenza era sempre positivo sull’intero arco temporale, con la previsione di un’inversione e ritorno in attivo nel 2059.

Per il resto, la cassa dei farmacisti esce promossa a pieni voti dall’esame della Corte dei conti, grazie a numeri che – si legge nella relazione – “non evidenziano significativi profili di criticità”: un patrimonio netto di 3,525 miliardi, in crescita di 248,6 milioni rispetto all’anno precedente e un avanzo di esercizio di pari importo,

Cresce il numero degli iscritti, arrivati a 100.839 unità (+ 0,54%), così come le pensioni erogate, arrivate a quota 27.612, per un importo complessivo di 191 milioni di euro. I magistrati contabili evidenziano la chiusura con un utile in forte aumento della gestione economica, per l’effetto positivo della valutazione dei titoli e dei proventi finanziari, che hanno toccato i 137,6 milioni. Buoni risultati anche dal flusso finanziario della gestione reddituale, pari a 173,8 milioni.

Come già accaduto in relazioni precedenti, la Corte dei Conti valuta positivamente quello che è a tutti gli effetti un indicatore di sobrietà gestionale, ovvero la riduzione dei costi: gli emolumenti agli organi di gestione dell’ente scendono da 360.501 a 354.842 euro e risulta in diminuzione (- 53.571 euro) anche il costo del personale, che si attesta a  5,53 milioni, con un’incidenza sui costi di produzione scesa al 2,48%.

Valutazioni positive anche per la trasparenza del profilo amministrativo, in regola con gli obblighi previsti dalla legge, grazie all’implementazione della sezione “Amministrazione trasparente” sul sito istituzionale e al già ricordato rispetto delle norme sul contenimento della spesa del personale.

La Corte dei Conti non manca di fare un cenno ancora una volta al particolare regime contributivo dell’Enpaf, dove “la contribuzione previdenziale base è stabilita in misura fissa per ciascun iscritto, soggetta a rivalutazione, e non è collegata al reddito professionale”. Singolarità resa possibile dal contributo aggiuntivo dello 0,90% a carico delle farmacie, che rappresenta più di un quarto delle entrate  contributive (28,2% nel 2024) e da quello dello 0,5% a carico delle le società di capitali titolari di farmacia.

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