Roma, 29 marzo – Un fantasma si aggira per la farmacia italiana, procurando notti insonni più o meno a tutti. Ha un nome impegnativo, Rinnovo del Ccnl delle Farmacie private, e una caratteristica che negli ultimi anni è purtroppo diventata distintiva: è un’entità incredibilmente sfuggente. E, superfluo aggiungerlo, quanto mai controversa. Tutti dicono di volerla finalmente vedere e, meglio ancora, afferrarla ma alla fine non v’è chi ci riesca.
E lei, l’entità, continua ad aleggiare e incombere e a suscitare, confondere e mescolare pensieri e sentimenti, quasi tutti poco commendevoli, con la sola eccezione della speranza di vederla finalmente diventare concreta e trasformarsi prima in una firma e poi subito in regole, salari e condizioni in grado di soddisfare le aspettative delle decine di migliaia di professionisti (e relative famiglie) da troppo tempo in attesa di un trattamento contrattuale che faccia la pace con la parola dignità. Purtroppo, però, l’entità continua a restare sempre là, nel limbo dell’indefinitezza, consistente quanto un’ipotesi e vaga come la promessa di un marinaio, nonostante il tempo previsto per il suo arrivo sia abbondantemente scaduto.
Le situazioni sospese, però, non possono rimanerlo per sempre e – in ogni caso – producono conseguenze. La meno grave, paradossalmente, è il nuovo sciopero dei dipendenti di farmacia privata proclamato dalle sigle sindacali confederali nazioni per il 13 aprile prossimo. Ma, misurandone gli effetti più profondi e di lungo periodo, i danni sono ben maggiori che del danno economico di una giornata di astensione dal lavoro per il dipendente o delle difficoltà di erogazione del servizio per la farmacia.
Ed è proprio pensando al rischio di quei possibili danni che il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone (nella foto), ha rotto gli indugi e deciso di scrivere ai responsabili delle sigle che trattano il rinnovo del Ccnl, Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, per la parte datoriale, e i segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, nell’ordine Fabrizio Russo, Vincenzo Dell’Orefice e Paolo Andreani, per i lavoratori dipendenti.
I contenuti della lettera parlano da sé, non c’è molto da commentare né sono necessarie spiegazioni o parafrasi. La cosa più opportuno è lasciare che a parlare siano le parole dello stesso Guaglianone, che inizia il suo messaggio ai massimi rappresentanti delle trattative tra le parti spiegando di ritenere doveroso, “anche al fine di rappresentare le accorate istanze che, con cadenza quotidiana, pervengono da moltissimi iscritti… esprimere la più profonda preoccupazione in merito al perdurante stallo nelle trattative per il rinnovo del Contratto nazionale dipendenti farmacie private, scaduto lo scorso 31 agosto 2024”.
“L’incertezza finisce per penalizzare l’intera categoria e rischia di eroderne la coesione”
“Pur nel più totale rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascun soggetto di rappresentanza e nella piena consapevolezza della difficoltà delle dinamiche negoziali” scrive quindi il presidente dell’Ordine romano, “non è possibile rimanere indifferenti di fronte a realtà come quelle di una mobilitazione sindacale che perdura da quasi un anno, l’indizione di nuove giornate di sciopero e il clima di forte tensione generatosi all’interno della comunità professionale, pervasa da sentimenti di incertezza che finiscono per penalizzare l’intera categoria e rischiano di eroderne la coesione”.
Un altro rischio oggettivo (e più preoccupante) evidenziato da Guaglianone è che “la persistente assenza di un rinnovato accordo contrattuale possa ulteriormente demotivare i colleghi, professionisti della salute che operano quotidianamente con dedizione e competenza, e possa così risolversi in un vulnus anche alla loro dignità, innescando per conseguenza dinamiche intra-professionali potenzialmente in grado di incrinare la stabilità operativa delle nostre strutture. Uno stallo prolungato determina infatti un disallineamento tecnico e normativo che non giova ai collaboratori, privati del giusto riconoscimento del proprio ruolo, né ai titolari, che necessitano di un quadro economico certo per la gestione professionale delle farmacie”. Né si può sottacere, continua il presidente de farmacisti romani, “che l’instabilità del settore alla fine si riflette negativamente anche sui cittadini, che percepiscono inevitabilmente le difficoltà di un comparto in stato di agitazione”.
“Serve sforzo supplementare per superare le divergenze, rinnovo del Ccnl atto di rispetto verso migliaia di farmacisti”
Quindi l’esortazione rivolta a tutti i destinatari del messaggio: “È fondamentale che tutte le parti sedute al tavolo negoziale compiano uno sforzo supplementare per superare le attuali divergenze, evitando che la professione resti ostaggio di una contrapposizione protratta oltre i limiti franchi e i tempi del ragionevole. È necessario giungere in tempi brevi a una firma che restituisca equilibrio normativo a tutti i professionisti coinvolti, garantendo quella certezza del diritto che è alla base del corretto esercizio professionale”. Guaglianone rivolge quindi “un accorato appello affinché prevalga il senso di responsabilità istituzionale. Il rinnovo del contratto non deve essere considerato una mera scadenza amministrativa, bensì un atto di rispetto verso migliaia di farmacisti che ogni giorno garantiscono l’efficienza della rete sanitaria sul territorio”.
La lettera a Cossolo e ai dirigenti delle OO.SS. si conclude quindi con l’auspicio che “la ripresa del confronto porti a una rapida e positiva conclusione delle trattative”, che l’Ordine di Roma “continuerà in ogni caso a seguire con la massima attenzione”, monitorando costantemente l’evoluzione di una situazione che, chiude Guaglianone, “com’è di tutta evidenza lascia in campo solo sconfitti e nessun vincitore, e dunque non serve ad alcuno né ad alcunché”.


