Aderenza terapeutica 1 – Sif: “Seguire le cure migliora gli esiti clinici e i conti del Ssn”

”banner

Roma, 28 marzo – Anche la Sif, la Società italiana di Farmacologia, ha voluto far sentire  la sua voce – particolarmente autorevole nella circostanza – in occasione della Giornata mondiale dell’Aderenza terapeutica celebrata ieri, 27 marzo. Essenziale ma fondamentale il messaggio dei farmacologi italiani: seguire correttamente le terapie migliora gli esiti clinici, riduce gli effetti indesiderati e limita sprechi e complicanze.Tutti gli articoli

“La promozione dell’aderenza alla terapia non è solo una responsabilità clinica, ma anche un dovere etico nei confronti dei pazienti e della collettività” ha voluto ricordare il presidente Sif Armando Genazzani (nella foto). “Ogni trattamento deve essere accompagnato da un’attenta comunicazione con il paziente e da una valutazione continua del rapporto rischio-beneficio. È fondamentale ricordare che i farmaci vengono autorizzati attraverso rigorosi processi regolatori che ne valutano qualità, efficacia e sicurezza: tuttavia, l’approvazione rappresenta solo l’inizio del loro utilizzo nella pratica clinica, dove il monitoraggio continuo e il coinvolgimento attivo del paziente diventano determinanti per garantire l’aderenza”.

Ma serve anche altro, ha aggiunto Genazzani, spiegando che al contempo “la revisione delle prescrizioni deve essere considerata parte integrante del percorso terapeutico: non solo iniziare una terapia in modo appropriato, ma anche saperla riconsiderare, ridurre o sospendere quando il bilancio rischio-beneficio non è più favorevole. Questo approccio è essenziale per garantire cure realmente centrate sul paziente e sostenibili per il sistema sanitario”.

Il tema del’aderenza terapeutica è sempre più rilevante per i sistemi di salute anche in ragione delle dinamiche demografiche: il 24% della popolazione italiana (ovvero un cittadino su quattro) ha più di 65 anni e il 30% di questa fascia molto ampia di popolazione assume ogni giorno più di 10 farmaci, con le correlate criticità nella gestione delle cure e nell’aderenza ai trattamenti. Assumere correttamente i farmaci rispettando dosi, tempi e durata del trattamento così come indicate dal medico è uno dei cardini  della buona pratica clinica, insieme al continuo monitoraggio della terapia  – ricorda la Sif – e alla valutazione del rapporto rischio-beneficio, che deve essere condivisa con il paziente e aggiornata nel tempo in base alle condizioni cliniche e alle evidenze scientifiche disponibili.

Al riguardo, la Sif fa riferimento anche al deprescribing, ovvero la revisione sistematica delle terapie al fine di razionalizzarle, riducendo o eliminando farmaci non più necessari o potenzialmente inappropriati. Integrato il deprescribing nel percorso di cura, spiega la Sif, concorre a migliorare l’aderenza soprattutto nei pazienti anziani e in quelli sottoposti a poli-terapie, dove la complessità dei regimi terapeutici può diventare un ostacolo alla corretta assunzione dei farmaci.

Un fronte che richiede impegno, quello dell’aderenza, anche in ragione del già ricordato invecchiamento della popolazione, dell’aumento delle patologie croniche e di terapie sempre più complesse, che enfatizzano il ruolo del medico e del farmacologo nel supportare i pazienti, figure centrali per la definizione di terapie farmacologiche basate sulle evidenze e sempre più tailored, personalizzate ulle specifiche esigenze di ogni paziente.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni