Roma, 22 aprile – Via libera del Consiglio nazionale al bilancio 2025 dell’Enpaf, l’ente di previdenza e assistenza dei farmacisti, che nella sua ultima seduta ha anche approvato una serie di interventi in materia previdenziale e assistenziale. I dati a consuntivo dello scorso anno confermano “la robustezza strutturale dell’Ente e la sua capacità di generare risultati economici positivi, anche in un contesto di progressiva trasformazione del sistema previdenziale”: l’avanzo di esercizio si attesta a circa 218 milioni di euro, mentre il totale dell’attivo raggiunge i 3,78 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 3,57 miliardi del 2024. Le passività restano contenute, in netta diminuzione rispetto al precedente esercizio.
“Un livello di copertura di questa portata rappresenta una garanzia concreta per iscritti e pensionati, e una base solida per le future scelte strategiche” sottolinea in una nota il presidente dell’ente Maurizio Pace (nella foto). Sul fronte degli investimenti, la gestione finanziaria si conferma uno dei pilastri dell’equilibrio complessivo dell’Ente: i proventi finanziari netti superano i 160 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Il saldo previdenziale resta ancora positivo: la contribuzione complessiva si attesta intorno ai 304 milioni di euro, a fronte di una spesa pensionistica superiore ai 200 milioni, con un differenziale ancora oltre i 100 milioni, seppur in progressiva riduzione.
Accanto all’approvazione del bilancio, il Consiglio nazionale ha adottato alcune modifiche ai regolamenti di previdenza e assistenza, con l’obiettivo di adeguare il sistema alla crescente pluralità dei percorsi professionali e all’evoluzione dello scenario contributivo e demografico. Le misure, spiega la nota, introducono “strumenti di maggiore inclusione e flessibilità contributiva, in linea con l’evoluzione del settore”.
Per Pace, tuttavia, la previdenza professionale è entrata “in una fase nuova: non ci possiamo limitare ad amministrare l’esistente, perché dobbiamo governare una transizione demografica e professionale senza precedenti e già in atto. Per la prima volta, nel 2025, le prestazioni pensionistiche hanno superato la contribuzione soggettiva, la professione si trasforma, i nuovi ingressi sono incerti. Quindi ci assumiamo oggi la responsabilità di ridisegnare il nostro sistema previdenziale, per continuare a garantire agli iscritti equità, sostenibilità e tutela”.
Per il presidente della cassa di categoria è dunque arrivato il tempo di passare “dalla logica dell’obbligo a quella dell’appartenenza: l’Enpaf non è un adempimento, ma uno strumento di tutela solidaristica che già oggi molti iscritti in regime di solidarietà utilizzano ampiamente, e al quale chiediamo di aderire con convinzione”.
Insieme alla solida tenuta dell’Ente, il quadro complessivo – si legge ancora nella nota dell’Enpaf – “evidenzia anche l’avvio di una trasformazione strutturale del rapporto tra contribuzione e prestazioni, influenzata sia dalle dinamiche demografiche della categoria sia dai cambiamenti nei modelli organizzativi della professione”. E proprio a questi cambiamenti, conclude Pace, “offrono una prima risposta le modifiche regolamentari approvate oggi dal Consiglio, ma anche le nuove misure in fase di studio, e in alcuni casi già in corso di analisi, in dialogo con i Ministeri competenti”.


