Roma, 1 luglio – Una cifra compresa tra i 6 e i 9 milioni di euro o poco meno: questa, nelle previsioni, la cifra che Roma Capitale otterrà dalla vendita all’asta di cinque delle farmacie comunali gestite dalla sua azienda speciale Farmacap. Un “tesoretto” importante, che – anche alla luce del nuovo Contratto di servizio Comune-azienda (che potrebbe avere un valore di 3 milioni) e dell’andamento economico in miglioramento – rappresenta una grande occasione per consentire una svolta decisiva nella storia di Farmacap e passare da una fase di risanamento (fin troppo lunga) fatta di compressione normativa e salariale e pagata soprattutto dai dipendenti, a una fase nella quale venga loro assicurato il giusto riconoscimento.
Questa la posizione espressa dalla RSA aziendale Filcams, Fisascat, Uiltucs, Usi 1912, che in un comunicato stampa elenca in dettaglio una serie di richieste per dare concretezza a questa prospettiva. Per quanto riguarda le farmacie comunali, i sindacati chiedono “una politica salariale attiva”, anche a livello aziendale, resa peraltro necessaria dall’affermazione della ‘farmacia dei servizi’, che preveda – al netto delle ricollocazioni (da verificare) delle lavoratrici e dei lavoratori oggi attivi nelle 5 farmacie alienate e dei pensionamenti, “almeno 20 assunzioni a tempo indeterminato di personale farmacista, per sopperire alla carenza perdurante di personale, che determina sovraccarico di lavoro e mansioni, e conseguentemente, stress lavoro-correlato”.
La necessaria integrazione degli organici dovrà essere accompagnata, secondo la Rsa, da “indennità aziendali in base alle mansioni svolte e alle turnazioni degli orari di lavoro (365 giorni all’anno, orario spezzato), a sostegno di salari inadeguati, oltre al riconoscimento di indennità per i nuovi servizi” e dalla copertura assicurativa per colpa grave, come previsto da obblighi di legge. Ancora, è necessario rafforzare il sistema della premialità, “con meccanismi inclusivi verso lavoratrici e lavoratori delle farmacie, che per collazione e contesto sociale, non abbiano riscontri rilevanti di incremento di fatturato”. Infine, viene chiesto un aumento delle maggiorazioni e della retribuzione degli straordinari.


