Emergenze, Pace: “Aiutare le comunità, ma anche i professionisti che le assistono”

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Roma, 7 settembre – Il farmacista in emergenza, 10 anni dopo il terremoto: esperienze, resilienza e nuove prospettive: questo il tema del X Congresso nazionale dei Farmacisti volontari, tenutosi a Camerino dal 4 al 6 settembre scorsi, importante momento di approfondimento scientifico e professionale focalizzato sul ruolo della figura del farmacista nel contesto della Protezione civile e sull’importanza della gestione delle emergenze sul territorio.

A un decennio dal drammatico sisma che sconvolse le Regioni del Centro del Paese, i Farmacisti volontari hanno voluto celebrare la loro massima assise nella città marchigiana insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della professione per ribadire quello che è il caposaldo del loro impegno durante le emergenze: garantire l’accesso ai farmaci e la continuità terapeutica in tutte le circostanze, anche quando le strutture sanitarie diventano inaccessibili o sono impossibilitate a funzionare per i danni subiti.

In queste situazioni, i farmacisti assicurano la distribuzione di medicinali e dispositivi medici, mantenendo attivi servizi essenziali anche quando le strutture ordinarie sono danneggiate o inaccessibili. Allo stesso tempo, però, è frequente che gli stessi farmacisti subiscano direttamente le conseguenze dell’emergenza, insieme alle loro attività e alle loro famiglie. E dunque è fondamentale che l’aiuto e il supporto si concentrino anche su questo lato della medaglia.

Proprio su questo punto è intervenuto Maurizio Pace (nella foto), presidente dell’Enpaf, che insieme a Fofi, Federfarma, Federfarma Servizi, Utifar e Fenagifar ha contribuito alla realizzazione dell’evento di Camerino. Pace ha sottolineato la necessità di integrare l’azione della Protezione civile in favore delle comunità colpite dalle calamità con strumenti di previdenza, assistenza e welfare da destinare ai professionisti anch’essi vittime delle calamità.

“Una risposta tempestiva sul campo deve poter contare su strumenti strutturali di tutela” ha dichiarato Pace. “La Protezione civile garantisce un supporto logistico e sanitario fondamentale alla popolazione; Enpaf sostiene i farmacisti e le loro famiglie attraverso la previdenza, l’assistenza e il welfare. Sono funzioni diverse ma complementari, unite dall’obiettivo di non lasciare sole le persone nei momenti di maggiore fragilità”.
Enpaf interviene con contributi straordinari destinati a fronteggiare i danni subiti nell’attività professionale e le conseguenze personali e familiari degli eventi calamitosi. Dal 2016 a oggi, ricorda una nota, l’Ente ha erogato complessivamente 1.448.500 euro, a partire dal terremoto del Centro Italia. Durante la pandemia, tra il 2020 e il 2022, ha inoltre destinato 4.257.900 euro ai farmacisti e ai loro familiari.
“Quando una calamità colpisce un territorio, i danni riguardano anche persone, attività e famiglie, mettendo a rischio la capacità della comunità di garantire servizi essenziali” ha aggiunto Pace. “Per questo Enpaf deve essere presente durante l’emergenza, ma anche prima e dopo, costruendo condizioni di protezione per i farmacisti e le loro famiglie”.
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il congresso di Camerino è stato così un’occasione non solo per ricordare le esperienze vissute, ma soprattutto per guardare alle emergenze con la consapevolezza di chi sa che le risposte efficaci nascono dalla capacità di mettere in rete competenze, organizzazione e protezione, guardando alla popolazione ma anche chi è chiamato ogni giorno a prendersene cura.
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