Roma, 5 ottobre – Non abbassare la guardia contro l’influenza aviaria, malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente il pollame e gli uccelli acquatici selvatici, i cui focolai possono devastare gli allevamenti, compromettere le catene di approvvigionamento e nuocere ai mezzi di sussistenza degli allevatori, oltre ovviamente ai possibili impatti sulla salute pubblica.
Questo il warning lanciato da Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, in concomitanza con il passaggio degli uccelli migratori attraverso l’Europa, che aumenta il rischio di influenza aviaria. Efsa non si è però limitata a un semplice richiamo, ma ha promosso e lanciato una campagna di informazione, dall’eloquente titolo #NoBirdFlu, che fornisce informazioni fondamentali sulle misure da adottare per prevenire l’introduzione dell’influenza aviaria e arrestarne la diffusione.
La campagna, realizzata in collaborazione anche con il nostro Ministero della Salute, promuove cinque semplici misure di biosicurezza, che possono contribuire a prevenire l’introduzione e la diffusione dell’influenza aviaria, in particolare nei piccoli allevamenti e negli allevamenti da cortile:
- controllare l’accesso agli allevamenti
- applicare corrette procedure di pulizia e disinfezione
- prevenire il contatto con gli uccelli selvatici
- tenere separate le diverse specie di pollame
- riconoscere i segni della malattia negli animali e intervenire tempestivamente


