Aran, firmata l’intesa sul Ccnl 2025-2027 per 137mila dirigenti della sanità (inclusi i farmacisti)

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Roma, 7 novembre –  È stata sottoscritta oggi all’Aran l’Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027 dell’Area Sanità (qui il testo) che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, tra i quali i farmacisti. L’intesa, informa una nota diffusa dall’Aran, è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali.

L’aumento retributivo medio a regime raggiunge i 560 euro mensili per tredici mensilità, di cui 393 euro derivanti dal rinnovo contrattuale e 167 euro dalle ulteriori risorse stanziate per legge.
“Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale” commenta il presidente Aran, Antonio Naddeo (nella foto) “Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria, con un incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese. Ma il valore dell’intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”.
Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito del rapporto di lavoro.
“È un contratto che interviene in modo concreto sull’organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele”  prosegue Naddeo. “Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l’intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace”.
Con la sottoscrizione dell’Ipotesi si apre ora la fase degli adempimenti previsti dalla normativa prima della firma definitiva del Contratto collettivo nazionale.

Tra i commenti a caldo sull’intesa va segnalato quello di Tiziana Cignarelli (nella foto),  segretario generale  di Codirp, la Confederazione della dirigenza pubblica, di cui fa parte Fassid, la sigla che riunisce i sindacati dei medici del territorio (Simet), l’associazione dei patologi clinici, il Sindacato nazionale dell’Area Radiologia, l’associazione unitaria degli psicologi (Aupi) e il SiNaFo, sigla dei farmacisti dirigenti ospedalieri, dei servizi territoriali, del Ministero della Salute e delle agenzie sanitarie.

Per Cignarelli, l’intesa raggiunta in mattinata all’Aran è giunta al termine di “una trattativa plurale in cui si è potuto dare il dovuto spazio a tutte le competenze professionali disciplinate da questo Ccnl, trovando sintesi di bilanciamento degli interessi e, almeno in parte, un recupero delle sperequazioni retributive. Le condizioni di lavoro del sistema sanitario” ha però voluto puntualizzare la rappresentante sindacale “rimangono una criticità a cui il contratto ha cercato di rimediare, considerata la giungla di rapporti di lavoro (a convenzione, a rapporto libero professionale, di collaborazione, ecc.) ormai molto frammentati e diversificati tra professionisti impegnati nel Servizio sanitario nazionale”.
“L’inserimento dell’intelligenza artificiale tra le materie di confronto sindacale e, in parte, di contrattazione costituisce un punto di innovazione dell’ipotesi di Ccnl sottoscritta oggi” riconosce Cignareli, che però conclude con un rilievo critico alla “disciplina restrittiva della modalità a distanza delle riunioni sindacali, con rischi per la partecipazione ampia delle rappresentanze dai territori“.
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