Roma, 11 ottobre – “La professione del farmacista è cambiata molto negli ultimi anni e l’evoluzione non è finita qui. Io ritengo che il farmacista di domani possa essere una figura professionale come quella dell’ingegnere che, declinata nelle varie specializzazioni: idraulico, informatico, chimico, etc., è presente ovunque. Noi oggi abbiamo ingegneri chimici che dirigono industrie farmaceutiche. Ora il farmacista deve immaginare come occupare gli spazi che l’innovazione va ad offrire. In un futuro prossimo il farmacista può essere centrale
anche nell’erogazione di questi servizi”.
Queste le parole di Marcello Gemmato (nella foto), sottosegretario alla Salute, nel suo intervento al convegno Fenagifar che ha aperto la seconda giornata di lavori di PharmEvolution 2026, ospitato nel centro SiciliaFiera di Misterbianco (Catania). Oltre al convegno della federazione dei giovani farmacisti, il programma ha offerto diversi altri significativi appuntamenti, come il convegno di Farmaciste Insieme, nel
corso del quale la presidente nazionale Angela Margiotta (nella foto) nell’aggiornare sullo “stato dell’arte” del Progetto Mimosa, l’iniziativa ormai ultra-decennale avviata da Farmaciste Insieme con l’obiettivo di mettere le farmacie al servizio della lotta alla violenza di genere, ha annunciato che sono in corso i lavori per la costituzione di un board che comprenda diverse professionalità, finalizzato a rilanciare e potenziare il progetto stesso. Che – è opportuno ricordarlo – è anche al centro di un protocollo d’intesa siglato nel 2025 tra il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e le principali sigle di rappresentanza del settore e della professione (Fofi, Federfarma, Assofarm e Farmacie Unite), oltre ovviamente alla stessa associazione presieduta da Margiotta.
Di particolare rilievo gli esiti di un’indagine condotta sui servizi erogati nelle farmacie rurali, presentati nel corso del convegno
targato Sunifar. Dalla ricerca emerge (e colpisce) la grande adesione di questi esercizi al modello della “farmacia dei servizi”, come ha voluto sottolineare lo stesso presidente di Sunifar Gianni Petrosillo (nella foto): delle 800 farmacie che hanno aderito al modello, il 92% erogano i servizi e tra queste meno della metà (48%) ha ricevuto aiuti da fondi del Pnrr, mentre il restante 52% ha comunque avviato i servizi con investimenti propri. “Una conferma del grande impegno per fornire risposte di salute in territori dove spesso la farmacia rappresenta l’unico presidio della sanità territoriale” ha affermato il presidente di Sunifar.
Tra i servizi più erogati, rileva l’indagine, ci sono elettrocardiogramma (81%), holter cardiaco (80%) e monitoraggio pressorio (78%), a conferma del consolidamento della telemedicina cardiovascolare, condizione ideale per il collegamento con i percorsi di presa in carico e monitoraggio delle patologie croniche cardiovascolari.
“Le farmacie rurali non devono essere la medaglietta che ci appendiamo quando andiamo a discutere nei tavoli istituzionali provinciali, regionali e nazionali, ma sono l’asse portante della farmacia italiana” ha commentato il presidente di PharmEvolution Gioacchino Nicolosi (nella foto), ricordando che i rurali “sono i farmacisti che non soltanto hanno difficoltà, ma vivono anche in territori in condizioni di disagio che inevitabilmente soffrono anch’essi e le loro famiglie. La presenza qui a Catania dei vertici del Sunifar mi offre la possibilità di ringraziare una volta di più i colleghi rurali per tutto quello che fanno per i cittadini e per la nostra professione. Mettendoci tutto il cuore, l’impegno e la volontà possibili, come emerge anche da questa ricerca che vede le rurali in prima fila nell’erogazione dei servizi”.


