Roma, 11 ottobre – “Nel 2025 si è conclusa la sperimentazione della farmacia dei servizi, con risultati estremamente positivi per il cittadino e per il Servizio sanitario nazionale. Il 2026 è stato l’anno della stabilizzazione dei nuovi servizi in farmacia, come preannunciato dal sottosegretario Marcello Gemmato nel suo intervento all’edizione 2025 di PharmEvolution. Una misura di cui oggi possiamo già valutare i primi effetti con i vari accordi regionali che si stanno via via stipulando per dare attuazione ai servizi in regime di Ssn. Ora è necessario costruire un modello di assistenza territoriale del quale le farmacie siano parte integrante, operando a stretto contatto e in sinergia
con i medici di medicina generale e con gli altri operatori del settore. In un momento così ricco di novità e di opportunità, ma anche di rischi per chi non si rende conto dell’importanza di aderire ai processi innovativi, è fondamentale essere informati su quello che succede fuori dalla propria farmacia”.
Queste le considerazioni con le qualì Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia, ha introdotto i lavori del convegno di PharmEvolution tenutosi nel pomeriggio di sabato 10 ottobre nel centro SiciliaFiera di Misterbianco (Catania), evento che ha rappresentato
probabilmente il clou della manifestazione, andando oltre i confini nazionali per proporre un confronto internazionale sugli scenari di altri Paesi, grazie alla presenza di Ornella Barra (nella foto), chief executive officer di The Boots Group, e delle presidenti di Federfarma Spagna e Portogallo, Ana Oliver Sanjuan ed Ema Paulino.
“Volgo lo sguardo fuori dall’Italia non per cercare un modello ma per offrire una visione di ciò che succede negli altri Paesi” ha esordito Barra nella sua overview (nella foto del titolo un momento del suo intervento) sulla situazione internazionale, della quale ha conoscenza profonda grazie alla sua lunga esperienza ai vertici di un gruppo leader mondiale per la salute e il benessere in farmacia come Walgreens Boots Alliance. “Le difficoltà sono sorprendentemente simili e fanno parte di una ridefinizione dei sistemi sanitari su scala mondiale: i costi di assistenza aumentano, la popolazione invecchia, crescono le cronicità e la domanda di prevenzione. La questione che molti Paesi si trovano ad affrontare è sempre la stessa: come portare la sanità più vicina alle persone in modo più sostenibile e accessibile. E la risposta passa sempre attraverso le farmacie. Ampliare i servizi può essere una strada ma non è la sola” ha quindi affermato Barra. “Se non si è collegati alla rete, quello erogato resta solo un servizio. Invece dobbiamo essere integrati e in questo la tecnologia ci aiuta, ma non supera quella che in Gran Bretagna e negli Stati Uniti chiamano human touch,
La presidente dei titolari di farmacia spagnoli, Ana Oliver Sanjuan (nella foto), ha tracciato quindi il modello iberico sottolineandone i punti di forza (capillarità territoriale e prossimità, titolarità e responsabilità del farmacista, continuità del servizio anche nelle aree rurali, distribuzione cooperativa e accesso ai medicinali) e anticipando gli obiettivi per rendere sostenibili i servizi e la rete delle farmacie. “Chiediamo condizioni economiche che consentano di sostenere la rete, per valorizzare un’infrastruttura che esiste già, senza sostituirci ad altri professionisti. La nostra sfida consiste nel passare a prestazioni stabili e integrate nel sistema sanitario. Autorizzare un servizio è solo il primo passo, la vera integrazione richiede coordinamento, accesso alle informazioni cliniche e remunerazione. La sostenibilità economica della farmacia” ha concluso la presidente spagnola “è essenziale per garantire prossimità, indipendenza professionale e continuità assistenziale”.
Per la presidente dell’Associazpone dei proprietari di farmacia del Portogallo Ema Paulino (nella foto), “in questi anni sono cambiate molte cose, ma una è rimasta uguale: il rapporto delle farmacie con la loro comunità. In Portogallo le vaccinazioni hanno generato un risparmio netto stimato di 34 milioni di euro all’anno già considerando la remunerazione delle farmacie”, ha sottolineato la presidente portoghese, tracciando poi quattro condizioni per la piena integrazione delle farmacie nel sistema sanitario lusitano: “ruolo nei percorsi di cura, coordinamento e informazioni, competenze e tempo dedicato, un modello di remunerazione adeguato collegato ai servici e ai risultati ottenuti. Il futuro della farmacia – ha sottolineato Paulino – non consiste solo nel rispondere meglio ai bisogni, ma anche nel riconoscere bisogni inespressi che altrimenti restano senza risposta, perché come – diciamo noi in Portogallo – la vita passa per la farmacia“.
Dagli scenari europei a quello nazionale. Il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto) ha sottolineato nel suo intervento come ci sia un minimo comune denominatore nel quadro tracciato sulla farmacia dei servizi in Italia e all’estero: “Siamo passati da luogo di dispensazione dei farmaci a presidio di salute a disposizione del cittadino. Un presidio sostenuto da due gambe, una di queste è la norma sulla farmacia dei servizi, che d’ora in avanti deve essere considerata la norma della farmacia integrata nel Servizio sanitario nazionale, perché se questi servizi non li vediamo in un più ampio percorso di cura restano a sé stanti”.
A conclusione del panel il sottosegretario al ministero della Salute Marcello Gemmato ha ribadito il suo impegno a portare avanti quella che definisce “la rivoluzione gentile” per spostare i farmaci dalla distribuzione diretta alla convenzionata, dando un servizio di accessibilità ai cittadini. “Se garantisci prossimità nell’accesso al farmaco – ha evidenziato Gemmato – il paziente si cura meglio e questo consente una migliore aderenza terapeutica e risparmi alle casse dello Stato, contribuendo alla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale. Farmacia e farmacisti sono il soggetto unico di interlocuzione nella sanità di prossimità, nell’occupare quel pezzo di territorio dove spesso la sanità territoriale non arriva o fatica a fornire risposte”.
I lavori del convegno erano stati aperti da un saluto istituzionale, via video-messaggio, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha ricordato come la farmacia italiana faccia parte di un comparto che rappresentata un’eccellenza del Paese, “indicato anche nel documento di politica industriale Made in Italy 2030, inserendo l’economia della salute tra i settori strategici per la crescita dei prossimi anni”. Una filiera che vede la farmacia “come il presidio sanitario più capillare sul territorio e spesso il primo punto di approdo per il cittadino con un problema di salute”. Primo e – a volte, ha lasciato intendere Urso senza esplicitarlo – unico o comunque senza troppa compagnia, come accade nelle località delle località più interne e marginali, dove il farmacista “è il punto di riferimento di una comunità locale. Garantisce a tutti i cittadini ovunque vivano cure tempestive, sicure e accessibili”.


