Ciccozzi: “Farmaci veterinari, il caro-prezzi ha anche riflessi sanitari, non solo economici”

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Rom, 15 ottobre – Quella del costo eccessivo dei farmaci veterinari è una vexata quaestio, al momento del tutto irrisolta, come dimostra lo spazio che trova di frequente sulle pagine di cronaca, per lo più in forma di denunce e proteste che hanno il solo effetto di provocare finte indignazioni e accondiscendenti quanto inutili reazioni di rappresentanti politici politici a caccia di occasioni di visibilità a buon mercato. La questione dei prezzi decisamente alti dei medicinali destinati a curare cani, gatti e altri animali domestici, che costano anche dieci volte di più di quelli per gli umani, non è un soltanto un problema per i portafogli dei loro proprietari, ma ha importanti implicazioni in termini di salute, e non soltanto animale.

A ricordarlo all’agenzia LaPresse è Massimo Ciccozzi (nella foto), epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ed esperto di One Health. “Il costo dei farmaci veterinari può portare a un aumento delle infezioni nei cani” avverte Ciccozzi, inserito nella World’s Top 2% Scientists 2026, la lista dei ricercatori più citati al mondo elaborata dalla Stanford University con Elsevier “perché molti proprietari si trovano in difficoltà economiche e smettono di curare i propri animali, o interrompono i trattamenti prima del tempo”.

Le conseguenze? Del tutto uguali a quelle che succedono agli umani quando non si curano o non rispettano l’aderenza terapeutica. “Quando un’infezione (batterica, fungina o parassitaria) non viene curata adeguatamente, non solo peggiora per il singolo animale, ma aumenta anche il rischio di diffusione ad altri cani” afferma il docente. “Questo diventa un problema One Health. Pensiamo, ad esempio, all’antibiotico-resistenza. Se si interrompe un ciclo di antibiotici o antimicrobici prima del tempo, magari perché il farmaco costa troppo, i batteri più forti sopravvivono. In questo modo si creano ceppi resistenti e super-batteri ancora più difficili e costosi da curare in futuro“.

“Una banale infezione cutanea o auricolare (otite) non curata, può così trasformarsi in un problema cronico, causando dolore costante al cane e richiedendo alla fine interventi chirurgici o terapie ancora più costose” conclude Ciccozzi. “Infezioni come la scabbia, la tigna o alcune parassitosi intestinali sono contagiose per gli altri cani e, in alcuni casi, possono essere trasmesse anche all’uomo”.

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