Roma, 19 ottobre – Nuovo richiamo del ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto) su una delle sfide più impegnative per i sistemi sanitari di tutto il mondo, la lotta alla r. Intervenendo all’evento Biotecnologie per la sicurezza nazionale. Ricerca, innovazione e capacità strategiche per il futuro dell’Italia promosso dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena e tenutosi nella città del Palio lo scorso 16 ottobre, Schillaci ha ricordato che “la perdita di efficacia degli antibiotici può rendere difficili le cure e compromettere la sicurezza di molte procedure mediche. È un problema che riguarda la salute pubblica, l’organizzazione dell’assistenza e la protezione dei pazienti più fragili”. E dunque, ha sostenuto il titolare del dicastero, è necessaria “una risposta condivisa, fondata sulla prevenzione, sulla ricerca e sulla cooperazione internazionale, secondo l’approccio One Health. Questa scelta esprime una convinzione precisa. La resistenza antimicrobica richiede un impegno che attraversa i confini nazionali che coinvolge la salute umana, quella animale e l’ambiente”.
Schillaci ha voluto esprimere “un particolare apprezzamento per il lavoro che il Biotecnopolo sta portando avanti qui a Siena su questa sfida. L’impegno dei ricercatori e lo sviluppo di nuovi approcci danno concretezza a una priorità che l’Italia ha contribuito a rafforzare sul piano internazionale. È un contributo importante alla sicurezza delle cure e alla protezione della salute dei cittadini”.
“La prevenzione delle infezioni, l’uso appropriato degli antimicrobici e la ricerca di nuovi strumenti devono procedere insieme” ha detto ancora il ministro. “La diagnostica può rendere le terapie più mirate. La ricerca può ampliare le possibilità di prevenzione e trattamento, anche con i vaccini e anticorpi monoclonali. La formazione può favorire comportamenti più consapevoli tra i professionisti e tra i cittadini. È su questa integrazione” ha quindi concluso Schillaci “che dobbiamo costruire una risposta che sia duratura. La qualità della scienza deve incontrare la capacità dei sistemi sanitari di adottare nuovi strumenti e rendere più efficaci le azioni di prevenzione”.


