Petrone (Liphe): “Farmaci, misure concrete per garantire l’operatività della supply chain”

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Roma, 22 ottobre – Liphe (Logistica integrata Pharma Healthcare), l’associazione degli operatori logistici e del trasporto che nel 2025 ha “indossato” la nuova ragione sociale per proiettare nel futuro i 60 anni di esperienza di Assoram, per evolvere puntando su innovazione, hub di sistema e digitalizzazione della filiera, non ha mancato di battere un colpo di fronte alla difficile situazione generata dal caro carburante e le proteste degli autotrasportatori che – unite ad altre criticità – rischiano di generare serie difficoltà anche alla filiera farmaceutica, procurando problemi nello snodo vitale degli approvvigionamenti di farmaci, segmento altamente specializzato della supply chain globale, che proprio in ragione dei problemi complessi che è chiamata ad affrontare e risolvere quotidianamente (basti pensare a tutte le procedure necessarie per garantire la catena del freddo e conservare e trasportare farmaci a temperature controllate, preservandone l’integrità) può essere particolarmente vulnerabile.

Al riguardo, il presidente Pierluigi Petrone (nella foto), che segue con apprensione le notizie dei blocchi stradali e autostradali, è molto deciso e chiaro nell’esprimere la posizione della sua associazione. “Non ci siamo mai fermati neanche durante la pandemia da Covid e non possiamo farlo neanche ora che morde con drammaticità la crisi caro carburante” afferma Petrone, che lancia un appello “al Governo e a tutti gli stakeholders pubblici e privati coinvolti nel salvaguardare la piena operatività della supply chain farmaceutica, al fine di predisporre con urgenza misure atte ad impedire la paralisi”.

“Occorrono misure concrete che ci auguriamo vengano predisposte tempestivamente” continua il presidente di Liphe,  “evitando l’effetto domino che potrebbe impattare seriamente sulla salute pubblica mettendo a rischio i regolari rifornimenti, anche di salvavita”.

Liphe, conclude Petrone, è come sempre “pronta a fare la sua parte, e si augura che il patto di filiera e l’alleanza pubblico-privato dimostrino ancora una volta di funzionare a tutela dei cittadini-pazienti”.

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