Nuova arma contro lo shock anafilattico, arriva anche in Italia l’adrenalina spray

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Roma, 26 ottobre – Arriva anche in Italia il primo spray nasale per somministrare l’adrenalina in caso di shock anafilattico, grave reazione allergica spesso causata da alimenti, punture o farmaci che ogni anno fa registrare in Italia 10mila casi e 60 vittime.

L’ annuncio è arrivato in occasione del 38º congresso nazionale della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia clinica (Siaaic) che si è concluso ieri a Salerno.  Lo spray affianca i”tradizionali” autoiniettori e diventa una valida alternativa salvavita per chi ha paura dell’ago, offrendo anche altri vantaggi in termini di durata e conservazione, con efficacia e tempi paragonabili a quelli dell’iniezione.

Approvato già ad agosto 2024 dalla Fda statunitense e dall’Agenzia europea del farmaco (Ema), lo spray nasale ha ottenuto anche il via libera dell’Aifa, l’agenzia regolatoria nazionale, ed è ora disponibile anche nel nostro Paese, imprimendo una svolta importante nella gestione e trattamento tempestivo dell’anafilassi, la forma più grave di reazione allergica che, se non riconosciuta e fermata prontamente, può rivelarsi fatale.

Per ora il dispositivo è disponibile solo per le persone sopra i 30 chilogrammi e sarà da valutare il paziente idoneo nella pratica clinica quotidiana. Lo spray pediatrico, approvato da Aifa a luglio, arriverà in primavera.

“Le allergie sono il disturbo cronico più diffuso in Europa, con stime che parlano di circa 150 milioni di europei colpiti da qualche forma allergica” ha affermato il presidente Siaaic  Vincenzo Patella (nella foto), direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno. “Tra questi, circa il 20% delle persone che soffrono di gravi condizioni allergiche vive ogni giorno nella paura di uno shock anafilattico o di morire a causa di una reazione incontrollata. In Italia si registrano 10.000 casi con 60 vittime l’anno”.

Tra le persone che soffrono di gravi condizioni allergiche, ha quindi continuato lo specialista, “circa il 20% delle persone vive ogni giorno nella paura di uno shock anafilattico o di morire a causa di una reazione incontrollata”. Nonostante l’adrenalina intramuscolare sia riconosciuta come trattamento di prima scelta per l’anafilassi, ha aggiunto, “la realtà clinica mostra che tra il 25% e il 60% dei pazienti rifiuta di iniettarsi la molecola e che, nei casi in cui ciò avviene, la somministrazione viene eseguita in ritardo. I dati” ha quindi concluso Patella “dimostrano che i pazienti o chi li assiste attendono anche fino a nove minuti prima di effettuare l’iniezione, un tempo che può risultare critico in una condizione di emergenza in cui la tempestività rappresenta un fattore determinante per l’esito clinico. L’obiettivo dello spray è invertire questo trend”.

Le reazioni anafilattiche, ha ricordato il past-presidente Siaaic Mario Di Gioacchino, “sono spesso scatenate da allergeni come alimenti, punture di insetti o farmaci. I sintomi includono difficoltà respiratoria e calo della pressione sanguigna. In corso di anafilassi si liberano infatti nell’organismo grandi quantità di istamina e altre sostanze che provocano in modo improvviso e repentino la dilatazione dei vasi sanguigni, con possibile conseguente abbassamento della pressione arteriosa e possibile perdita di coscienza. Il trattamento standard per contrastare la crisi è appunto la pronta somministrazione di epinefrina (adrenalina)” ha quindi aggiunto l’esperto, spiegando che “il farmaco è essenziale per contrastare la rapida caduta della pressione sanguigna e i sintomi a carico delle vie aeree (compreso il broncospasmo), e agisce legandosi a uno specifico tipo di recettori, noti come recettori adrenergici, riducendo così la vasodilatazione e la permeabilità dei vasi sanguigni dovuti all’istamina rilasciata durante la risposta a un allergene. Per questo il trattamento tempestivo, che finora si basava sull’uso degli autoiniettori, porta a un migliore flusso sanguigno e a una migliore respirazione”.

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