Delega riordino legislazione farmaceutica, voto alla Camera la prossima settimana

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Roma. 28 ottobre – Scaduto il termine del 26 ottobre per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari sociali di Montecitorio (circa 200 quelli presentati dalle opposizioni, tutti destinati però a sbattere contro il muro del parere negativo: il testo approvato dal Senato il 7 ottobre è arrivato blindato), il disegno di legge delega per la riforma della legislazione farmaceutica approvato dal Senato prosegue la sua marcia a tempi forzati verso l’approvazione. La previsione è che il voto finale dell’Assemblea della Camera possa essere già calendarizzato nella prossima settimana.

Gli obiettivi dichiarati e perseguiti nei quattro articoli della legge delega sono quelli di migliorare l’accesso al farmaco, ottimizzare razionalizzare le disposizioni, rafforzare la rete assistenziale farmaceutica territoriale e potenziare le attività di monitoraggio e controllo della spesa.  Tra i criteri della delega configurati nei quattro articoli del provvedimento così come approvato dal Senato, va segnalato il rafforzamento del ruolo delle farmacie nell’assistenza territoriale, da perseguire anche con lo sviluppo di tele-visita e tele-monitoraggio, con l’obiettivo esplicito di migliorare l’aderenza terapeutica. Merita anche di essere ricordato che, grazie a due emendamenti delle opposizioni approvati in Commissione Affari sociali a Palazzo Madama, è previsto un supporto per le farmacie che operano nelle aree interne più marginali e svantaggiate, “anche mediante l’attivazione di dispensari farmaceutici da esse gestiti”, allo scopo di rafforzare la continuità dell’assistenza e l’accesso ai medicinali.

Sempre in ambito di farmacie territoriali, va ricordata anche la revisione dei limiti quantitativi alla titolarità delle farmacie da parte delle società di capitali, con l’abbassamento della quota massima di controllo. La norma – introdotta in Senato con l’approvazione di un emendamento dell’opposizione (a firma Magni, De Cristofaro, Cucchi e Mazzella) – è finalizzata alla necessità di tutelare professionalità e spazio vitale delle farmacie (e farmacisti) indipendenti, evitando concentrazioni eccessive di farmacie del capitale.

Ma il testo prevede ovviamente anche misure destinate al comparto produttivo, in particolare per favorire la produzione nazionale di principi attivi, eccipienti e prodotti finiti che consentano di migliorare l’accesso ai farmaci dei cittadini. Più in generale, l’obiettivo che si persegue è garantire una disponibilità più equa, continuativa e personalizzata dei farmaci, compresi i preparati galenici, con particolare attenzione ai pazienti con patologie rare, croniche o invalidanti.

La legge delega interviene anche sull’ecosistema dei sistemi informativi nazionali e regionali che gestiscono i dati sanitari, con l’obiettivo di migliorarne la funzionalità  attraverso il collegamento tra Sistema tessera sanitaria, Fascicolo sanitario elettronico e sistemi di prescrizione e dispensazione, da utilizzare anche per il monitoraggio degli esiti delle cure, il rafforzamento della farmacovigilanza e la produzione di evidenze cliniche basate sulla pratica assistenziale, guardando anche alla revisione dei tetti di spesa farmaceutica e dei meccanismi di pay back.

Una volta approvata dalla Camera, la legge delega ritornerà là dove era partita, ovvero al Governo, che – in accordo con le indicazioni del testo approvato in Parlamento (che sono praticamente quelle messe nero su bianco dallo stesso esecutivo all’atto della presentazione del disegno di legge, con le sole poche novità introdotte in Senato e in larga parte prima ricordate) – dovrà varare nell’arco di 12 mesi i decreti legislativi che che tradurranno la delega in disposizioni operative.

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