“Terapia tachionica”, Guariniello indaga per frode e violazione della legge sui farmaci

“Terapia tachionica”, Guariniello indaga per frode e violazione della legge sui farmaci

Roma, 22 novembre – Si chiamano prodotti tachionici e vengono presentati come “la porta d’accesso per l’energia cosmica”. Una cornucopia di pomate, unguenti, cappellini, dentifrici, dopobarba, ciondoli e bracciali che regalano, a chi li adopera un ‘passepartout’ verso il benessere del corpo e dello spirito. Adesso, però, secondo quanto riferisce una nota dell’Ansa, su tutto questo si è allungata l’ombra del pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino.
Il magistrato, sulla scorta di un’indagine dei carabinieri del Nas, ha aperto un fascicolo per frode in commercio e violazione della legge sui medicinali. Poi ha informato l’Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco, perché prenda tutte le iniziative necessarie. Nel mirino, in particolare, ci sono alcuni prodotti distribuiti da Bio 26, società di Salerno (dove i Nas hanno eseguito una serie di sequestri) esclusivista per l’Italia del marchio Takionic. Una crema, un’argilla, un olio. I loro promotori vi attribuiscono proprietà che possono essere considerate curative, dalla riduzione del grasso corporeo all’eliminazione delle tossine o dell’acido lattico. Un toccasana, dunque, per “una linea perfetta”, per “l’aumento della mobilità muscolare”, per “i movimento osteoarticolari”, per “i problemi ai legamenti” e per “la cicatrizzazione delle ferite”. Il problema, affermano a Palazzo di Giustizia, è che se sono farmaci avrebbero bisogno di un’autorizzazione dell’Aifa e di foglietti illustrativi adeguati. C’è già un indagato, anche se non trapela né il nome né il ruolo.
La chiave di tutto è il tachione, una particella subatomica – dotata di velocità superiore a quella della luce – sulla cui esistenza, già teorizzata da alcuni ma difficile da dimostrare sperimentalmente, i fisici si stanno scervellando da decenni. I consulenti del magistrato affermano che l’ingrediente base di questo genere di prodotti è un cristallo, la tormalina, che sarebbe capace di assorbire la luce per restituirla sotto forma di “polvere tachionica”. Takionic sostiene la validità scientifica dei prodotti con elenchi di libri da consultare e di citazioni di scienziati; “imparare a guarire con il tachione – scrive sul proprio sito – è più facile che con qualunque altra tecnica. Non dobbiamo fare altro che applicare un prodotto tachionico direttamente sulla parte interessata”.
A far scattare l’inchiesta è stato l’esposto di una ditta del settore con sede a Torino. “Avevamo acquistato alcuni esemplari – spiega l’avvocato che ha curato l’iniziativa legale per conto dell’azienda, Marco Ferrero – ma ci eravamo accorti che la documentazione non era sufficiente. Un approfondimento era doveroso”. In corso c’è anche un contenzioso civile per questioni di pagamenti.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi