Dati Aifa su fascia C, Utifarma risponde a Mnlf e chiede all’Agenzia di chiarire

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Roma, 23 febbraio – Il presidente di Utifarma-Federfarma Palermo Roberto Tobia non ci sta davvero a incassare l’accusa rivoltagli la settimana scorsa dal Movimento nazionale liberi farmacisti dopo il suo appello a difesa della farmacia, nel quale il presidente dei titolari palermitani, perorando la causa del no a qualunque ipotesi di liberalizzazione dei farmaci di fascia C soggetti a ricetta, aveva fatto riferimento a dati di provenienza Aifa, secondo i quali nelle parafarmacie e nei corner GDO, dal 2006 al 2013, il prezzo dei medicinali da banco – che la concorrenza avrebbe dovuto far diminuire – è invece aumentato del 9,6%.

Quei dati, però, a giudizio di Mnlf, non sarebbero attendibili, in quanto frutto di un’analisi errata, probabilmente allo scopo (secondo la sigla dei liberi farmacisti) di “sostenere una tesi costruita ad arte”.

Da qui la risposta a Tobia, con il consiglio di andare “a leggere i report di Altroconsumo” a giudizio dei liberi farmacisti decisamente più obbiettivi di quelli Aifa, che “prendono spunto da una colpevole ‘dimenticanza’: lo spostamento di numerosi farmaci con obbligo di ricetta a senza obbligo di ricetta, fatto questo che ha determinato statisticamente un aumento del costo medio dell’intero comparto dei farmaci d’automedicazione.”

Tobia, comprensibilmente, si guarda bene dal raccogliere l’invito e chiama invece in causa direttamente l’Agenzia regolatoria nazionale, definita “istituzione assoluta e un punto di riferimento indiscutibile”, della cui credibilità non c’è motivo di dubitare, chiedendole se non ritenga sia il caso di esprimersi direttamente per rispondere a quella che viene ritenuta una gravissima accusa, “a tutela dell’assoluta credibilità dell’istituzione, ma anche nell’interesse dei farmacisti tutti e soprattutto dei cittadini”.

“È necessario fare subito chiarezza” afferma Tobia in una nota diffusa ieri. “Sarebbe destabilizzante per l’intero mercato del farmaco accantonare i dati ufficiali e prendere a riferimento quelli di un periodico: sarebbe come sovvertire l’autorità che rende credibile ciò che tutti i farmacisti, i titolari e i colleghi delle parafarmacie, fanno ogni giorno. Abbiamo il diritto di sapere – incalza Tobia – se, come dichiarato dal Mnlf, l’Aifa ha ‘taroccato’ i conti e li ha addirittura ‘strutturati’ per sostenere una tesi costruita ad arte. Questa ricostruzione ci sembra assurda e incredibile, ma è bene che qualcuno dica ufficialmente come stanno le cose.”

“Non si liquidi l’episodio” esorta ancora il presidente di Utifarma “attribuendolo solo all’obiettivo della grande distribuzione di scardinare il nostro sistema, anche alimentando divisioni e polemiche fra di noi, e ciò perché ha l’interesse di guadagnare di più e a qualunque costo”.

“Ne va di mezzo la sopravvivenza del modello italiano di farmacia” conclude Tobia “che dovrebbe essere difeso dall’intera categoria, identica per etica e qualità professionale, ma pur tenendo conto delle obiettive specificità delle farmacie territoriali, che non possono essere paragonate alle parafarmacie per via della differenza di regole, controlli e obblighi, a partire dai turni diurni e notturni”.

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