Ricette dematerializzate, Fimmg Roma chiarisce la momentanea impossibilità a rilasciarle

Ricette dematerializzate, Fimmg Roma chiarisce la momentanea impossibilità a rilasciarle

Roma, 25 marzo – Rischia di scoppiare una vera e propria guerra, a Roma, tra gli assistiti e i medici di medicina generale, colpevoli – a giudizio dei primi – di non voler soddisfare le richieste di rilasciare ricette rosse in modalità dematerializzata, modalità che – in chiave anti Covid-19 – il Governo ha invece voluto favorire con  I cittadini, in buona sostanza, vivono come un rifiuto quella che – spiegano i medici – è invece una situazione di oggettiva impossibilità a soddisfare la loro richiesta.

Fimmg Roma ha provato ieri a spiegare i termini della questione, con una nota pubblicata sul suo sito che ha come principali destinatari proprio gli assistiti. “Sono giunte molte segnalazioni di cittadini che lamentano rifiuti da parte di medici per la dematerializzazione di farmaci in ricetta rossa , ovvero di farmaci in distribuzione per conto o farmaci per la terapia del dolore farmaci assunti da pazienti cronici od oncologici” scrive il sindacato romano dei medici di medicina generale. “Purtroppo la funzione anche se legislativamente possibile è in fase di implementazione nei software gestionali che devono essere allineati e implementati, ma occorrono tempi tecnici. I medici, dunque, non si stanno rifiutando ma fisicamente non possono dematerializzare questa ricetta”, almeno al momento. Nè, del resto,  il farmacista può erogare farmaci  Dp o Tdl (terapia del dolore severo) senza avere la ricetta rossa in originale il timbro e la firma del medico.

Fimmg Roma spiega di avere già sollecitato i fornitori dei software gestionali di studio “ad adeguarsi il più velocemente possibile su queste norme. Speriamo, ma non dipende da noi. Nel frattempo chiediamo collaborazione, comprensione e pazienza ai romani perché stiamo ancora lavorando senza adeguate protezioni, e cerchiamo con fatica e con abnegazione di curare i malati fragili, i cronici, gli oncologici, dando a tutti una risposta, anche se molti medici sono in quarantena, o ad alto rischio, alcuni purtroppo malati, e chi rimane deve fare il lavoro di tutti”.

Quindi, spiega la Fimmg Roma, “attualmente per le ricette dematerializzabili sarà erogato il codice Nre o ricetta stampata da presentare con la tessera sanitaria in farmacia, mentre per le ricette rosse, indispensabile originale firmato e timbrato, e di queste non sono valide fotocopie o messaggi email, whatsapp o fax. Lo stesso vale per le ricette bianche e per i farmaci in classe C a pagamento, dove serve l’originale”.

“Le ricette per sostanze stupefacenti” chiarisce ancora la Fimmg “devono essere quelle in originale secondo norme vigenti. I cittadini senza medico o fuori regione e possono scegliere un medico tra quelli disponibili”.

È opportuno ricordare che sulla materia l’Area Farmaci e Dispositivi della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio  ha diramato nei giorni scorsi una circolare  che,  alla luce dei provvedimenti di emergenza introdotti dal Governo volti a evitare addensamenti e favorire l’isolamento delle persone a casa, introduce e spiega la nuova metodica prescrittiva, attivando per le ricette Dpc “lo stesso procedimento di dematerializzzione già disposto per le prescrizioni farmaceutiche in convenzionata“.

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