Farmacap, sindacati e azienda ai ferri corti. E i primi pensano a mobilitazione e vie legali

Farmacap, sindacati e azienda ai ferri corti. E i primi pensano a mobilitazione e vie legali

Roma, 21 aprile – Si alza fino al livello di guardia la temperatura dei rapporti tra rappresentanze sindacali dei dipendenti Farmacap e vertici aziendali: nemmeno i tentativi di mediazione condotti dalla presidente della Commissione  per le Pari opportunità del Campidoglio, Gemma Guerrini, sono infatti riusciti a riavvicinare le parti, che alla luce degli ultimi sviluppi della situazione sembrano anzi sempre più distanti.

Dopo le audizioni della prima metà d’aprile davanti alla stessa Commissione, le Rsa dell’azienda che gestisce le farmacie comunali capitoline avevano infatti subordinato la ripresa del confronto a una precisa condizione: il ritiro preliminare, da parte della direzione generale Farmacap, delle lettere di contestazione inviate nei giorni scorsi alle direttrici e direttori delle farmacie “colpevoli”, a giudizio del vertice aziendale, di avere svolto il servizio a battenti chiusi, nonostante un ordine di servizio del 26 marzo scorso firmato dal DG Emiliano Mancini  disponesse invece il servizio a battenti aperti per tutte le farmacie aziendali.

Una condizione imprescindibile, per le Rsa, per una questione di rispetto nei confronti dei responsabili delle farmacie che,  di concerto con il personale, avevano ritenuto, dopo aver analizzato i rischi concreti del servizio nelle fasi più acute dell’emergenza Covid-19, di mantenere  i battenti chiusi  per ovvie ed esclusive ragioni di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e degli stessi cittadini utenti, non certo per contrapporsi alle direttive aziendali.

Una posizione tutta giocata sui profili di sicurezza del lavoro, dunque,  rafforzata da due ulteriori richieste sindacali: in primo luogo, l’accettazione, da parte dei vertici Farmacap, di una gestione condivisa dell’emergenza con le Rsa (richiesta già avanzata  lo scorso 10 marzo), nel rispetto dell’autonomia dei Rls, i dipendenti preposti alla valutazione delle situazioni di rischio e delle misure di prevenzione da adottare, nell’ambito di quanto definito dal documento di valutazione rischi (Dvr), e infine  l’impegno a procedere, secondo quanto previsto dalla normativa vigente sulla questione Rls, senza intromissioni datoriali illegittime, nel merito delle procedure di designazione.

Il tentativo di mediazione  Guerrini si è però esaurito nella proposta di un incontro tra le sigle sindacali, Rsa e i vertici aziendali che avrebbe dovuto tenersi ieri, 20 aprile, con una sola questione all’ordine del giorno, quella dei Rls. Troppo poco, per le richieste di parte sindacale, che hanno deciso di disertare l’incontro, proponendo invece una nuova convocazione della Commissione Pari opportunità.

In un comunicato stampa diffuso ieri, i sindacati si sono anche espressi sugli esiti della seduta congiunta delle Commissioni capitoline Politiche sociali e salute e Bilancio,  tenutasi lo scorso 15  aprile, sulla quale avevano sospeso ogni valutazione, per rispetto alla presidente Guerrini, nelle more dell’incontro con i vertici aziendali di ieri, poi saltato. Per le sigle sindacali, il giudizio sulla seduta congiunta delle due commissioni è negativo, perché né l’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti né il commissario straordinario di Farmacap Marco Vinicio Susanna hanno fornito dati sull’andamento economico dell’azienda, né sono  state fornite indicazioni temporali sul ripristino dello statuto aziendale, con la nomina di un CdA e soprattutto, sulla nomina di un nuovo DG, necessaria per superare le gestioni interinali – la conseguente situazione di provvisorietà – che durano ormai da anni. Inoltre, come già in precedenza, nel corso dell’incontro congiunto delle due Commissioni non sono state risolte “le questioni relative alla gestione condivisa dell’emergenza, come sta avvenendo in migliaia di aziende a livello nazionale”. Unico elemento positivo, le dichiarazioni di tutti i partecipanti alla seduta congiunta di mantenere pubblica Farmacap.

“Troppo poco per il rilancio di Farmacap come azienda speciale al servizio della cittadinanza” commentano però  i sindacati dei dipendenti, decisi a dissotterrare l’ascia di guerra se in tempi stretti non verranno ritirati i provvedimenti disciplinari contro i direttori e le direttrici di farmacie di cui si è detto, e se non si concretizzerà l’auspicata gestione condivisa dell’emergenza. Chiara, al riguardo, la “minaccia” con la quale le sigle dei lavoratori: chiudono il loro comunicato:  “Avanzeremo con le necessarie iniziative di mobilitazione e predisporremo le adeguate azioni di carattere legale”.

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