Covid, in arrivo anche il vaccino AstraZeneca: efficacia al 70%, ma più facile da usare e conservare

banner

Roma, 24 novembre – Nella corsa contro il tempo per la messa a puntoo dell’arma immunitaria contro Covid 19 sta per giungere a destinazione, buon terzo, anche il vaccino sviluppato da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford, con la collaborazione dell’italiana Irbm. Un’analisi preliminare dei dati, informa AstraZeneca, dimostra che il vaccino è efficace in media al 70% e, dal momento che si sono registrate anche meno infezioni asintomatiche tra i volontari, sembra ridurre la trasmissione del virus.

Anche l’approccio più tradizionale al vaccino contro Sars-Cov-2 di Oxford-AstraZeneca (che non è a mRna come quelli di Pfizer-BioNTech e di Moderna, ma sfrutta gli adenovirus del raffreddore) sembra dunque dare ottimi risultati. Da una prima analisi dei dati della sperimentazione di fase 3, quando si sono verificati 131 casi di Covid-19 tra i 24mila volontari coinvolti nel trial, è emerso che l’efficacia del dispositivo è diversa a regimi di dosaggio differenti: è infatti pari al 90% se si impiega mezza dose alla prima somministrazione e una dose intera al richiamo del mese successivo; scende al 62% se si utilizzano due dosi intere. Globalmente, l’efficacia media che risulta dalla sperimentazione è del 70,4%.

Sembrerebbe un risultato deludente, rispetto al 90% e oltre di efficacia annunciato per i vaccini Pfizer e Moderna, ma in realtà estremamente confortante, se si considera che Ema e Fda autorizzeranno vaccini con un’efficacia di almeno il 50%. E vanno poi considerati altri aspetti di grande importanz, anch’essi emersi dai dati preliminari: nel ramo della sperimentazione che ha impiegato ½ + 1 dosi, le infezioni da coronavirus asintomatiche tra i vaccinati sono state in numero inferiore rispetto al ramo di controllo, indizio che potrebbe significare – come già anticipato in premessa – che questo vaccino è in grado di ridurre la trasmissione del virus e non solo prevenire le forme gravi di Covid-19. Si attendono comunque le successive analisi per verificare questa impressione.

Le nuove analisi hanno confermato che il vaccino è sicuro, ossia non dà luogo a effetti avversi di grave entità. Tuttavia la sorveglianza continuerà per verificare la sicurezza e l’efficacia anche in altre popolazioni. Ai test in Regno Unito, Brasile e Sudafrica, infatti, si aggiungeranno quelli ancora in corso negli Stati Uniti e in Kenya, Giappone e India.

Come per altri vaccini basati su adenovirus già in commercio, anche quello di Oxford-Astrazeneca ha vantaggi non indifferenti: può essere prodotto facilmente ed è stabile a temperature da frigorifero (2-8°C), il che significa che non incontra particolari difficoltà di conservazione e distribuzione anche in aree del mondo più svantaggiate. Una volta approvato, inoltre, potrà essere prodotto in grandi quantità e distribuito molto rapidamente.

AstraZeneca ha già stipulato accordi internazionali per la distribuzione di tre miliardi di dosi di vaccino in tutto il mondo. Sarà fornito senza profitto per l’azienda per la durata della pandemia, e per sempre per i Paesi a basso e medio reddito. L’azienda  ha in corso di preparazione  i documenti e i dati per chiedere le autorizzazioni “in tutto il mondo alle autorità che hanno un quadro di riferimento per l’approvazione condizionale o anticipata”. AstraZeneca  chiederà inoltre all’Organizzazione mondiale della sanità l’elenco delle possibilità di approvarlo per “usi di emergenza” per ottenere un percorso accelerato verso la disponibilità di vaccini nei Paesi a basso reddito.

 

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni