Covid, gli esperti: il vaccino protegge dalla gravità della malattia, non dall’infezione

Covid, gli esperti: il vaccino protegge dalla gravità della malattia, non dall’infezione

Roma, 11 marzo – “Le positività a Covid-19 che si stanno riscontrando in alcuni vaccinati erano prevedibili e preannunciate. Non è mai stato dichiarato, né dagli enti regolatori quali Ema e Aifa, né dai vari esperti, che il vaccino proteggesse dall’infezione: il vaccino protegge dalla gravità della malattia, dall’andamento patologico dell’infezione, ma non dalla possibilità che il virus possa infettare”.

A chiarirlo all’agenzia Adnkronos Salute è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “Si presume  che l’infezione che potrebbe verificarsi nei vaccinati produca una carica virale bassa e che quindi sia probabilmente poco infettante, anche se non ci sono le prove” spiega la virologa. “Tant’è vero che più volte abbiamo raccomandato di mantenere le misure anti-contagio  (come mascherine e distanziamento, NdR) perché, soprattutto nei confronti di pazienti anziani o fragili, potremmo diventare vettori di infezione anche se vaccinati. Tutti questi – precisa comunque Gismondo – sono studi in itinere”.

UVisualizza immagine di originen’altra precisazione arriva da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria (nella foto a sinistra). “Il fatto di non avere una seria campagna di comunicazione sui vaccini ha avuto come effetto proprio questo: non sapere bene i rischi e i benefici dei vaccini o come si gestiscono” spiega sempre ad AdnKronos l’esperto. “Quindi le notizie sulla positività di chi è già stato vaccinato fanno il gioco di chi è contrario o ha dubbi. Noi abbiamo detto che tutti i vaccini approvati e in uso (Moderna, Pfizer, AstraZeneca) hanno evidentemente un’efficacia che arriva al 94%. Questa si stabilisce sulla malattia sintomatica ed evidentemente sul fatto che uno possa essere positivo al tampone, quindi c’è un piccola percentuale di soggetti che possono risultare positivi al test. Ma non dobbiamo allarmarci”.

“Non dobbiamo andare a guardare chi è vaccinato e poi si infetta di nuovo, ma quanti di quelli immunizzati finiscono in rianimazione e muoiono” conclude Bassetti “perché è questo l’obiettivo dell’immunizzazione e non il fatto che il virus non circoli. Dobbiamo ridurre accessi in ospedale e ricoveri. Non tutti siamo uguali c’è chi risponde meglio e peggio al vaccino, poi servirebbe sapere il tempo passato tra prima e seconda dose. Spero che la farmacovigilanza messa in piedi per il vaccino Covid ci aggiorni sui questi eventi, ci dica quanti sono così da capVisualizza immagine di origineire il fenomeno”.

E a proposito di fenomeni da tenere sotto controllo, un altro è quello dei casi di persone vaccinate con due dosi, ma risultate positive a Covid-19. A fare il punto della situazione, dopo alcuni casi emersi in questi giorni, è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma (nella foto a destra). “Il fatto che una persona immunizzata possa essere colonizzata dal virus non sorprende” spiega Andreoni “perché il vaccino impedisce la replicazione del virus, ma non che il soggetto venga infettato. E questo accade non solo con i vaccini anti-Covid, ma anche con gli altri vaccini che impediscono ai virus di replicarsi. Per il Covid dobbiamo dimostrare lo stesso comportamento” conclude  l’esperto “e capire cosa accade nei casi di infezione dopo due dosi di vaccino. Per questo chi è stato immunizzato deve assolutamente mantenere tutte le precauzioni che già conosciamo: dalla mascherina al distanziamento”.

 

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