Assofarm: “Bene coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale, ma i farmacisti?”

Assofarm: “Bene coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale, ma i farmacisti?”

Roma, 18 marzo – Il progetto di rafforzamento della rete vaccinale con il coinvolgimento delle farmacie territoriali è accolto con favore anche dalle farmacie comunali, che in una nota diffusa ieri ricordano come proprio  Assofarm sia stata la prima a fare una proposta simile al Governo. L’apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Speranza non impedisce però al presidente della sigla della farmacie pubbliche  Venanzio Gizzi (nella foto a Visualizza immagine di originesinistra) di esprimere un rilievo importante:  “Crediamo che il coinvolgimento delle farmacie debba riguardare due dimensioni” precisa Gizzi, ovvero “i locali dei nostri presidi, presenti in tutto il territorio nazionale, ma anche i professionisti sanitari che in essi operano. Dobbiamo infatti ricordare che in tanti altri Paesi europei la figura del farmacista vaccinatore è già realtà da tempo”.

Nelle prime dichiarazioni ufficiali, osserva Assofarm,  non appare però quale ruolo avrà il farmacista. Come noto, la normativa vigente (legge 178/2020) già oggi consente la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico, sotto però la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato. Secondo Assofarm dovrà essere quanto prima chiarito se tra il “personale sanitario opportunamente formato” potranno rientrare anche i farmacisti. La posta in gioco, questa l’opinione delle farmacie comunali italiane, è alta.

“Se nei prossimi mesi saranno disponibili 80 milioni di dosi”  spiega Gizzi “e se vogliamo concretizzare la volontà del presidente Draghi di somministrare 500mila dosi al giorno, alla forza logistica delle 19.000 farmacie presenti sul territorio dovrà essere affiancata anche la presenza di nuovi professionisti sanitari abilitati all’inoculazione del farmaco. Non ha senso creare nuovi luoghi distributivi se poi non ci sono abbastanza professionisti che possono distribuire. I conti sono presto fatti: se ogni farmacia facesse 13 vaccinazioni al giorno, il nostro settore coprirebbe la metà dell’obiettivo di Draghi”.

In attesa che il ruolo del farmacista venga chiarito, Assofarm ha avviato percorsi formativi per i propri farmacisti, in modo che questi ultimi siano tecnicamente pronti nel momento in cui saranno abilitati a somministrare vaccini anti-Cov.

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