Ccnl farmacie private, il sindacato spiega i contenuti e come si è arrivati all’accordo

Ccnl farmacie private, il sindacato spiega i contenuti e come si è arrivati all’accordo

Roma, 17 settembre – I sindacati confederali provano a rispondere allo tsunami di critiche e proteste, non di rado vere e proprie invettive, che migliaia di farmacisti collaboratori hanno rovesciato sui social e sulle piattaforme di discussione di categoria, esprimendo rabbia e delusione per i contenuti dell’accordo sul rinnovo del Ccnl farmacie private, arrivato peraltro a ben otto anni dalla scadenza del precedente.

Quella che avrebbe dovuto essere una buona novella, il tanto agognato rinnovo contrattuale,  si è così trasformato per i sindacati confederali in una specie di incubo, a causa della rivolta generalizzata dei farmacisti dipendenti (ma non sono mancate durissime critiche anche dall’altra parte), tutti concordi nell’affermare che sigle dei lavoratori che accettano di sottoscrivere un’ipotesi di accordo contrattuale come quella annunciata alla fine della scorsa settimana sono evidentemente lontane anni luce dalla realtà e dai bisogni dei farmacisti collaboratori e sono quindi del tutto inadeguati a rappresentarne le istanze.  E dal momento che la “presa” dei sindacati confederali sui lavoratori delle farmacie private, in particolare i laureati, è storicamente piuttosto debole  (è la realtà delle cose, da sempre), è facile immaginare che l’esito di questa tornata contrattuale non aumenterà certamente la popolarità (e le iscrizioni) alle sigle dei lavoratori.

Qui di seguito, riportiamo integralmente le considerazioni “difensive” affidate a una nota pubblicata su Farmacie.blog, il sito dedicat ai lavoratori del settore delle  farmacie aperto e curato da Filcams Cgil. L’argomentazione di fondo è che, alla luce della situazione del comparto, di più non si poteva davvero ottenere e, a volerlo considerare con la dovuta serenità, quello portato a caso è un risultato certamente non disprezzabile, soprattutto alla luce delle posizioni di chiusura mantenute da Federfarma al tavolo  di contrattazione.

Ogni lettore potrà valutare in piena autonomia se e quanto gli argomenti e le ragioni che il sindacato porta a difesa di quanto ottenuto e quindi dei contenuti dell’accordo contrattuale siano convincenti e tali da indurre a rivedere o almeno mitigare il giudizio fortemente negativo che fin qui – almeno a leggere il profluvio di reazioni sul web e a giudicare dalle prime reazioni arrivate da sigle dei collaboratori come Sinasfa e Movimento italiano farmacisti collaboratori –  la maggioranza della categoria ha riservato a quello che qualcuno, scomodando e parafrasando addirittura Shakespeare (o magari Steinbeck, va’ a sapere…) ha già ribattezzato “il contratto del nostro scontento”.

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Ipotesi di accordo Ccnl Farmacie private 2021-2024:  informazioni utili per un’opinione ragionata

Nota pubblicata il 15 settembre 2021 sul sito della Filcams Cgil Farmacie.blog

Dopo aver raccontato da questa pagina tutto il percorso della trattativa di rinnovo del Contratto nazionale delle farmacie private, dopo 8 anni dalla scadenza e dopo pochi giorni dalla firma dell’Ipotesi di accordo 1 novembre 2021/31 agosto 2024, dopo aver pubblicato qui come su altre pagine sindacali il comunicato stampa, leggiamo numerosi commenti polemici di colleghi che dicono che avrebbero voluto tutt’altro da questo rinnovo, ignorando o facendo finta di ignorare quali siano state per lungo tempo le disponibilità e le richieste di Federfarma al tavolo di contrattazione.

Visto che tanti colleghi intanto ci hanno invece contattati per capire meglio gli elementi del rinnovo che vanno oltre l’incremento di 80 euro della retribuzione base, oggi che il testo è stato diffuso dalle strutture nazionali ai territori per la consultazione riteniamo che sia utile alla discussione di questi giorni provare ad analizzare per punti il testo dell’accordo e un po’ anche la loro storia.

Professionalità

Nella prima parte dell’ipotesi di accordo si ridefinisce la classificazione del personale farmacista con più di due anni di esperienza nel settore (area quadri):

Q1: rimane il direttore di farmacia

Q2:  il farmacista che abbia competenze tecnico professionali aggiuntive, anche tramite formazione, e che gestisca in autonomia almeno un servizio (es. telemedicina, diagnostica di prima istanza eccetera) oppure sia responsabile del coordinamento dei servizi

Q3: il collaboratore con almeno 24 mesi di esperienza (come nel contratto precedente).

La retribuzione base del livello Q2 è 70 euro al mese superiore a quella del Q3 di pari anzianità.

Questa nuova figura inserita negli inquadramenti comincia a costruire la “carriera del collaboratore”, riconoscendo un differenziale economico a chi con la formazione sviluppa ed esercita anche mansioni più complesse della dispensazione dei farmaci, legate all’incremento progressivo dei servizi in farmacia.

Un ulteriore elemento economico di questo tipo è il riconoscimento di un compenso incentivante per i farmacisti che effettuano le vaccinazioni Covid19, legato per la prima volta all’atto professionale del farmacista, pari ad almeno 2 euro a vaccino, ovviamente in aggiunta alla retribuzione oraria dovuta.

I servizi in farmacia comunque sono in evoluzione, quindi nell’ipotesi di accordo è stata inserita anche una Commissione per lavorare ulteriormente sugli inquadramenti per valorizzare nuove attività, in vista del prossimo rinnovo

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Riguardo alle nuove mansioni legate all’emergenza (tamponi , vaccini) e riguardo al rispetto dei Protocolli per la sicurezza nei luoghi di lavoro durante l’emergenza pandemica, un passo avanti sicuramente da valorizzare è l’istituzione di luoghi di confronto tra le parti su questi temi, e sulle problematiche che possono emergere e che vengano segnalate alle strutture sindacali territoriali.

Nell’ Ipotesi di accordo è prevista infatti la costituzione di Comitati Covid regionali, a cui tramite i loro sindacati i lavoratori potranno segnalare eventuali criticità nell’applicazione delle misure di prevenzione nelle farmacie in cui lavorano, e un Osservatorio nazionale su tamponi e vaccini che possa dirimere eventuali problematiche, entrambi composti da un pari numero di rappresentanti sindacali sia dei titolari (Federfarma) che dei dipendenti (Filcams, Fisascat, Uiltucs).

Questa parte del’Ipotesi di accordo è attuativa di normative vigenti e quindi subito esecutiva.

Welfare

Viene prevista nell’accordo l’attivazione dell’assistenza sanitaria integrativa, che il contratto delle farmacie private rimaneva tra i pochi a non riconoscere ai lavoratori. Questo passo avanti importante va portato a termine entro dicembre 2021, con l’accordo con un fondo sanitario che eroghi le prestazioni.

Il costo dell’iscrizione al fondo è stabilito in 13 euro al mese e fino all’entrata in vigore dell’assistenza sanitaria sarà pagato nelle retribuzioni mensili, come elemento distinto della retribuzione.

Permessi

Riguardo alle 40 ore di permessi ROL all’anno, Federfarma dall’inizio della trattativa fino a due mesi fa chiedeva di eliminarli per tutti, pagandoli in busta a chi li aveva e senza farli più maturare ai neoassunti. I sindacati su questo punto hanno opposto ostinate resistenze, perché i permessi sono ossigeno organizzativo per tutti nella conciliazione tra il lavoro e la vita privata, tanto più in un settore in cui lavorano così tante donne. L’ultima mediazione raggiunta sui permessi ROL, quella che è quindi riportata nell’ipotesi di accordo, prevede il mantenimento invariato dei permessi per chi è già assunto, e la maturazione progressiva legata all’anzianità (50% dopo 3 anni, 100% dopo 6) per chi verrà assunto da 1 novembre 2021. Nel computo dei 6 anni di anzianità valgono anche periodi di lavoro in farmacie diverse, e una volta maturata questa anzianità non si perdono i permessi cambiando farmacia (come non si perde l’indennità quadri già prevista al livello Q3, anch’essa legata all’anzianità nel settore e non nella singola farmacia). Quindi i colleghi che verranno assunti dopo l’entrata in vigore dell’accordo acquisiranno progressivamente il diritto agli stessi permessi degli altri lavoratori. Questa mediazione è oggettivamente molto distante da quella che era la richiesta di Federfarma, e riteniamo che aver tenuto su questo punto sia un elemento importante.

Incremento paga base e l’una tantum che non c’è

Sull’incremento delle retribuzioni tabellari base, la discussione non si è spostata dagli 80 euro di aumento mensile al primo livello di cui i membri della delegazione trattante avevano ampiamente riferito nelle assemblee pubbliche organizzate online coi lavoratori nei mesi scorsi, quando si sono fatte le iniziative di mobilitazione. L’aumento decorre intero dal mese di novembre 2021.

Sull’una tantum Federfarma durante l’intera trattativa si è sempre dichiarata non disponibile, purtroppo non c’è stata possibilità di altra mediazione economica se non stabilire la decorrenza dell’intero aumento contrattuale fin dal primo giorno che l’accordo entrerà in vigore. Un accordo contrattuale è fatto di equilibri complessivi legati anche alle dinamiche economiche del contesto, e la spesa sanitaria territoriale è stata rifinanziata per la prima volta e solo in via sperimentale ora durante l’emergenza Covid dopo almeno 15 anni di tagli.

Nella chiusura dell’accordo su questo rinnovo contrattuale ci sembra che ci siano molti elementi da valutare oltre l’incremento delle retribuzioni base, che era comunque necessario per tutti quelli che lavorano nelle farmacie dopo tanti anni di stipendi fermi e che viene riconosciuto integralmente da inizio vigenza proprio per questo.

Ci sono per tutti anche i passi avanti su alcuni diritti come l’assistenza sanitaria integrativa e il mantenimento di altri come la maturazione dei permessi, ma quello che ci sembra da evidenziare è anche che ci sono per la prima volta elementi economici innovativi di remunerazione aggiuntiva del farmacista collaboratore, per la responsabilità sui servizi e per l’atto professionale della vaccinazione, e riteniamo che siano le prime risposte riguardo al maggior riconoscimento delle professionalità che chiedevamo da anni, ulteriormente migliorabili al prossimo rinnovo anche tramite il lavoro della Commissione istituita in questo accordo.

Altri elementi importanti secondo noi sono i Comitati Covid da costituire a livello di ogni Regione, e l’Osservatorio nazionale su tamponi e vaccini, perché la sicurezza sul lavoro dopo il marzo 2020 è purtroppo diventata un tema da considerare con la dovuta attenzione anche nelle farmacie e anche le nostre nuove mansioni prevedono di per sé rischi diversi, e finora non c’erano adeguati luoghi di confronto tra le parti. Chi senza aver mai partecipato a nessuna iniziativa invoca ora sui social un rinnovo completamente diverso potrebbe pensare invece che a come bocciare questa ipotesi d’accordo a come partecipare per contribuire a costruire da ora il prossimo rinnovo con gli strumenti sindacali che questo ha istituito in forma di tavoli tecnici che vanno fatti lavorare, e con cui i lavoratori si potranno rapportare tramite le loro strutture sindacali contribuendo all’avanzamento della discussione.

Avendo seguito e provato a raccontare da qui l’evoluzione di questa trattativa, e lo spostamento dei suoi punti di caduta, ci sembra che nel contesto dato l’ipotesi di accordo raggiunta da Filcams Fisascat e Uiltucs con Federfarma dopo un confronto così lungo e difficile sia un risultato da valutare con la dovuta attenzione e che abbia molti aspetti di valore e di prospettiva, coerenti con l’evoluzione della farmacia e delle mansioni più complesse che vengono richieste via via ai suoi collaboratori.

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