Circolare ministero su cure domiciliari Covid, sospesa la sentenza Tar che la “bocciava”

Circolare ministero su cure domiciliari Covid, sospesa la sentenza Tar che la “bocciava”

Roma, 20 gennaio – Un decreto monocratico del presidente del Consiglio di Stato Franco Frattini (nella foto),  pubblicato ieri, ha sospeso la sentenza del Tar Lazio che aveva annullato la circolare del ministero della Salute sulle terapie domiciliari Covid, “bocciando” di fatto le linee guida del dicastero per la gestione domiciliare dei pazienti Sars-Cov-2 con dentro la cosiddetta vigile attesa.

Il decreto del CdS sottolinea che la circolare conteneva raccomandazioni e non prescrizioni vincolanti ai medici. Si sospende quindi l’esecutività della sentenza dei giudici amministrativi laziali fino alla discussione collegiale in Camera di Consiglio, in calendario il 3 febbraio 2022.
Il decreto monocratico del Consiglio di Stato accoglie il ricorso avanzato dal ministero della Salute, osservando che “la sintetica motivazione della sentenza del Tar afferma la natura vincolante, ai fini delle scelte terapeutiche dei medici di medicina generale, per la cura domiciliare dei pazienti Covid, dalla circolare ministeriale invece appare che la suddetta circolare contiene, spesso con testuali affermazioni, ‘raccomandazioni’ e non ‘prescrizioni’, cioè indica comportamenti che secondo la vasta letteratura scientifica ivi allegata in bibliografia, sembrano rappresentare le migliori pratiche, pur con l’ammissione della continua evoluzione in atto”.

Di conseguenza non emerge alcun vincolo circa l’esercizio del diritto-dovere del medico d medicina generale di scegliere in scienza e coscienza la terapia migliore, laddove i dati contenuti nella circolare sono semmai parametri di riferimento circa le esperienze in atto nei metodi terapeutici a livello anche internazionale.
Dunque la sospensione della circolare del ministero da parte del Tar Lazio, “lungi da far ‘riappropriare’ i Mmg della loro funzione e delle loro inattaccabili e inattaccate prerogative di scelta terapeutica (che l’atto non intacca) determinerebbe semmai il venir meno di un documento riassuntivo delle ‘migliori pratiche’ che scienza ed esperienza, in costante evoluzione, hanno sinora individuato, e che i Mmg ben potranno, nello spirito costruttivo della circolazione e diffusione delle informazioni scientifico-mediche, considerare come raccomandabili, salvo scelte che motivatamente, appunto in scienza e coscienza, vogliano effettuare, sotto la propria responsabilità (come è la regola), in casi in cui la raccomandazione non sia ritenuta la via ottimale per la cura del paziente”.
Alla luce di queste considerazioni, il presidente del Consiglio di Stato accoglie l’istanza del ministero guidato da Roberto Speranza e sospende l’esecutività della sentenza appellata fin0 alla discussione collegiale. Della questione, dunque, se ne riparlerà il prossimo  3 febbraio.

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