Assistenza territoriale, la riforma pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Assistenza territoriale, la riforma pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Roma, 24 giugno –  “Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di riforma dell’assistenza territoriale tutti gli obiettivi del Pnrr Salute, in scadenza il 30 giugno, sono stati conseguiti. Ora possiamo investire risorse senza precedenti per rafforzare il nostro Ssn”.

Queste le parole con le quali il ministro della Salute  Roberto Speranza (nella foto) ha commentato l’avvenuta pubblicazione sulla  G.U. del 22 giugno scorso del  decreto 23 maggio 2022 , n. 77 contenente  la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Per intendersi, si tratta del provvedimento meglio noto alle cronache giornalistiche come “Dm 71″, così definito per continuità con il precedente Dm 70 (concernente gli interventi sul settore ospedaliero).  Ma da qui in avanti sarà bene riferirsi al provvedimento che riforma la sanità del territorio con quello che è il suo nome, decreto 77.

 

In occasione della sua pubblicazione in G.U., il ministero della Salute ha predisposto una nota di sintesi con le principali novità della riforma, che entra in vigore il 7 luglio prossimo e ridisegna soprattutto funzioni e standard del Distretto.  La riproponiamo qui di seguito, come utile “ripasso” di quella che sarà l’assistenza di prossimità nel prossimo futuro.

Casa della comunità – Aperte fino a 24h su 24 e 7 giorni su 7, oltre 1350 Case della Comunità finanziate con le risorse del Pnrr, diffuse in tutto il territorio nazionale, sono il luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Rappresentano il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità per la popolazione.

Centrale operativa 116117 – La Centrale operativa 116117 (Numero europeo armonizzato – Nea per le cure mediche non urgenti) è il servizio telefonico gratuito a disposizione di tutta la popolazione, 24 ore al giorno tutti i giorni, da contattare per ogni esigenza sanitaria e sociosanitaria a bassa intensità assistenziale

Centrale operativa territoriale La Centrale operativa territoriale (Cot) svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e dialoga con la rete dell’emergenza-urgenza.

Infermiere di famiglia e comunità – È la figura professionale di riferimento che assicura l’assistenza infermieristica, ai diversi livelli di complessità, in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella comunità in cui opera. Non solo si occupa delle cure assistenziali verso i pazienti, ma interagisce con tutti gli attori e le risorse presenti nella comunità per rispondere a nuovi bisogni attuali o potenziali.

Unità di continuità assistenziale –  È un’équipe mobile distrettuale per la gestione e il supporto della presa in carico di individui, o di comunità, che versano in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità e che comportano una comprovata difficoltà operativa.

Assistenza domiciliare – La casa come primo luogo di cura. Le Cure domiciliari sono un servizio del Distretto per l’erogazione al domicilio di interventi caratterizzati da un livello di intensità e complessità assistenziale variabile nell’ambito di specifici percorsi di cura e di un piano personalizzato di assistenza. Trattamenti medici, infermieristici, riabilitativi, diagnostici, ecc., sono prestati da personale sanitario e sociosanitario qualificato per la cura e l’assistenza alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita quotidiana.

Ospedale di comunità – È una struttura sanitaria di ricovero dell’assistenza territoriale , con 20 posti letto, che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, per evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell’autonomia e più prossimi al domicilio.

Rete delle cure palliative – E’ costituita da servizi e strutture in grado di garantire la presa in carico globale dell’assistito e del suo nucleo familiare, in ambito ospedaliero, con l’attività di consulenza nelle U.O., ambulatoriale, domiciliare e in hospice.  Le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Standard:

Servizi per la salute dei minori, delle donne, delle coppie e delle famiglie –  Il Consultorio Familiare e l’attività rivolta ai minori, alle coppie e alle famiglie garantiscono prestazioni, anche di tipo domiciliare, mediche specialistiche, diagnostiche, terapeutiche, ostetriche, psicologiche, psicoterapeutiche, infermieristiche, riabilitative e preventive, nell’ambito dell’assistenza territoriale, alle donne, ai minori, alle coppie e alle famiglie. L’attività consultoriale può svolgersi all’interno delle Case della comunità, privilegiando soluzioni che ne tutelino la riservatezza.

Telemedicina – Viene utilizzata dal professionista sanitario per fornire prestazioni sanitarie agli assistiti o servizi di consulenza e supporto ad altri professionisti sanitari.  Inclusa in una rete di cure coordinate, la Telemedicina consente l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e delle reti di telecomunicazione.

 

Per quanto riguarda le farmacie territoriali, il loro ruolo è delineato nell’allegato 1 al decreto, che illustra i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Qui, nel paragrafo 2 dedicato allo Sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn, è appunto dedicato alle farmacie l’importante passaggio che riportiamo integralmente qui di seguito:

“In particolare, la rete capillare delle farmacie convenzionate con il Ssn assicura quotidianamente prestazioni di servizi sanitari a presidio della salute della cittadinanza: in tale ambito vanno inquadrate la dispensazione del farmaco, per i pazienti cronici la possibilità di usufruire di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci, la farmacovigilanza, le attività riservate alle farmacie dalla normativa sulla c.d. ‘Farmacia dei Servizi’ (D. Lgs. 153/2009) e l’assegnazione delle nuove funzioni tra le quali le vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali, la somministrazione di test diagnostici a tutela della salute pubblica. Quanto appena descritto, circa le attività svolte dalle farmacie, si innesta integralmente con le esigenze contenute nel Pnr riguardanti l’assistenza di prossimità, l’innovazione e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria”.

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