Roma, 19 febbraio – Al 31 dicembre 2025 per la Missione Salute del Pnrr erano previste tre scadenze europee relative alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale: tutte risultano formalmente rispettate, ma senza certezze sui reali benefici per i cittadini e per la sanità pubblica.
Ad affermarlo è la Fondazione Gimbe, da tempo impegnata impegnata in un monitoraggio indipendente sull’attuazione della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre – evidenzia il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta (nella foto), “il rispetto delle scadenze non può giustificare una rendicontazione poco trasparente: l’assenza di dati pubblici e i criteri utilizzati per certificare il raggiungimento dei target sollevano varie perplessità e devono essere completati da una rendicontazione dettagliata dei risultati. La trasparenza è un requisito essenziale di accountability e i dati pubblici sono bene comune”, anche perché il Pnrr non serve solo a raggiungere i target nazionali, ma deve ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali.
Cartabellotta, in particolare, si riferisce al monitoraggio effettuato tramite la piattaforma nazionale di telemedicina gestita da Agenas, che “non è accessibile pubblicamente: tutte le Regioni e Province autonome hanno attivato almeno un progetto di telemedicina, ma non sono disponibili dati pubblici sul numero di pazienti assistiti per singola Regione. Se il target è stato raggiunto” osserva il presidente di Gimbe “è indispensabile rendere pubblici i numeri. Senza conoscere il numero di pazienti assistiti in ciascuna Regione e per quali servizi di telemedicina, è impossibile verificare se esistono gap digitali da colmare”.
Gimbe osserva anche che con 1,45 miliardi di euro è stato raggiunto solo un livello base di digitalizzazione invece di 280 ospedali informatizzati originariamente previsti dal Piano, mentre il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) risulta sì usato dal 95% dei medici di famiglia “ma il profilo sanitario sintetico è ancora un miraggio e solo il 44% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione”.
La Fondazione insiste comunque sui dati pubblici, chiedendo al ministero della Salute un resoconto dettagliato e accessibile su: numero di pazienti assistiti in telemedicina per ciascuna Regione, livello di digitalizzazione raggiunto da ciascuno dei 280 ospedali e definizione di indicatori chiari e coerenti sull’effettiva alimentazione del Fse da parte di medici e pediatri di famiglia. Ma soprattutto, se e con quali tempistiche verrà realizzata la completa digitalizzazione dei 280 ospedali prevista dall’impianto originario del Pnrr.


