Roma, sanità territoriale, sperimentazione dell’accordo fisioterapisti-farmacisti al via

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Roma, 15 marzo – Il perimetro è quello tracciato dalla Missione 6 – Salute del Pnrr, e in particolare dalla sua  Componente 1, ovvero il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale attraverso il rafforzamento delle prestazioni sanitarie erogate sul territorio, facendo leva  – oltre che sulla creazione di strutture e presidi territoriali – sullo sviluppo di ruolo, funzioni e prestazioni dei professionisti sanitari di prossimità, con l’obiettivo di garantire un accesso equo e capillare alle cure a tutti i cittadini, in particolare ai pazienti con patologie croniche o non autosufficienti.

Un perimetro all’interno del quale le farmacie e i farmacisti di comunità operano con convinzione, in linea con il percorso evolutivo della “farmacia dei servizi”. Ed è proprio per questo che a Roma  la professione farmaceutica è stata il driver più attivo del progetto di sviluppo di collaborazione inter-professionale con medici e infermieri  lanciato a inizio 2025, che ha portato a una “sana alleanza” fondata su principi, valori, programmi e obiettivi condivisi per “promuovere un’azione sinergica a tutela della salute dei cittadini della Capitale e della sua provincia finalizzata al miglioramento del sistema sanitario” partendo dall’assistenza di prossimità.

Con quell’alleanza, consolidatasi in un progetto strutturato che vuole rovesciare il paradigma organizzativo (passando da una sanità di attesa a una proattiva e territoriale), medici, infermieri e farmacisti della Capitale – che periodicamente riuniscono in seduta comune i consigli direttivi dei loro Ordini professionali – dimostrano nei fatti  e non con semplici dichiarazioni di intenti di voler contribuire attivamente all’affermazione di un modello di sanità integrata, territoriale e centrata sul paziente, dove le diverse competenze professionali operano in sinergia, nel rispetto reciproco e con obiettivi comuni. Una strada sulla quale, ovviamente, devono camminare anche le altre figure professionali della salute direttamente coinvolte nell’erogazione di cure e prestazioni. Come ad esempio i fisioterapisti, che sono stati coinvolti nel progetto della “sana alleanza” e nel giugno dello scorso anno hanno siglato un pre-accordo con la  professione farmaceutica (firmatari l’Ordine professionale, Federfarma Roma e Assofarm Lazio) per l’avvio di una sperimentazione innovativa finalizzata a portare i servizi riabilitativi all’interno delle “farmacie dei servizi”.

Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi nella sede del Consiglio regionale del Lazio, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato  il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma (nella foto) la presidente dell’Ordini dei fisioterapisti del Lazio Annamaria Servadio, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti, e il coordinatore di Assofarm Lazio, Enrico Cellentani.

La sperimentazione ormai ai blocchi di partenza è stata denominata Fisioterapista in Farmacia e aggiunge una nuova tessera al mosaico della farmacia dei servizi, con l’obiettivo di intercettare precocemente il bisogno riabilitativo dei cittadini e orientarli verso il percorso di cura più appropriato. La fase sperimentale – come sintentizza un ampio resoconto dell’agenzia Dire – coinvolgerà 58 farmacie distribuite nella città metropolitana di Roma, includendo farmacie urbane, rurali e comunali, che saranno il primo punto di ascolto e orientamento per i crescenti bisogni riabilitativi e di cura. Cresce infatti il numero di persone che soffrono di disturbi muscolo-scheletrici, dolori cronici o limitazioni funzionali che richiedono una valutazione specialistica, bisogni che però restano molto spesso inespressi o non trovano un percorso chiaro all’interno del sistema sanitario. La presenza del fisioterapista in farmacia, cuore del progetto, mira proprio a colmare questa lacuna: il professionista, infatti, potrà svolgere una funzione di decodifica del bisogno riabilitativo, valutando la situazione del cittadino e indirizzandolo verso la soluzione più adeguata. In alcuni casi potrà suggerire percorsi di auto-cura o prevenzione. In altri potrà indirizzare il paziente verso il medico di medicina generale, uno specialista o le strutture pubbliche di riabilitazione presenti sul territorio.

Il progetto Fisioterapista in Farmacia e il ruolo delle due professioni 

Aspetto fondamentale dell’iniziativa è che il servizio reso dal fisioterapista all’interno della farmacia è cosa altra e diversa da quello assicurato nello studio professionale: l’obiettivo del progetto non è infatti replicare l’attività clinica completa, ma offrire un servizio di consulenza, valutazione iniziale e orientamento ampliando la rete riabilitativa già esistente. La farmacia, grazie alla sua presenza capillare e al suo radicamento nel territorio, è il presidio di salute che può consentire di individuare nelle loro fasi iniziali disturbi che – se trascurati – possono evolvere in condizioni croniche o più complesse. Il fisioterapista, in questo contesto, agisce come un professionista di primo contatto capace di guidare il cittadino nel sistema sanitario, valorizzando le strutture pubbliche già esistenti e favorendo l’accesso a percorsi riabilitativi appropriati. Il suo ruolo nel progetto ha solide basi sia nel quadro normativo sia nei principi deontologici della professione. Il profilo professionale, definito anche dalla legge n. 251/2000, riconosce infatti al fisioterapista competenze che includono attività di prevenzione, valutazione, cura e riabilitazione. Parallelamente, il codice deontologico richiama l’impegno del professionista a garantire pari opportunità di accesso alle cure, promuovere la prevenzione e operare secondo metodologie scientificamente validate. In questo senso, la presenza del fisioterapista in farmacia non rappresenta solo una possibilità operativa, ma anche un modo concreto per rafforzare la funzione sociale della professione e contribuire a un sistema sanitario più accessibile.

Il progetto sperimentale si svolgerà sotto la vigilanza degli Ordini professionali dei fisioterapisti e dei farmacisti. Al primo competono diverse o la selezione dei fisioterapisti che svolgeranno attività di consulenza nelle farmacie, l’individuazione degli studi professionali di prossimità territoriale a cui indirizzare i cittadini quando necessario, il collegamento con i servizi pubblici di riabilitazione delle aziende sanitarie territoriali, la definizione di linee operative per l’attività del fisioterapista counselor e l’organizzazione della formazione iniziale in collaborazione con l’Ordine dei Farmacisti e l’Università Sapienza di Roma. .

Il sistema di selezione e organizzazione è stato progettato anche per garantire trasparenza ed evitare fenomeni di accaparramento di clientela, tutelando l’autonomia dei professionisti e l’interesse dei cittadini. Il progetto è rivolto a fisioterapisti con almeno dieci anni di attività libero-professionale continuativa e la selezione avverrà attraverso valutazione dei titoli e colloquio, a cura di una commissione nominata appositamente. Ogni professionista potrà partecipare al progetto in una sola farmacia. Prima dell’avvio operativo, i fisioterapisti selezionati parteciperanno a un corso di formazione obbligatorio organizzato dall’Ordine insieme ai partner del progetto. Il corso, della durata minima di otto ore, sarà dedicato alle modalità di intervento del fisioterapista in farmacia e alle tipologie di prestazioni che possono essere svolte in questo contesto. Successivamente saranno organizzati incontri periodici di monitoraggio, anche da remoto, per valutare l’andamento della sperimentazione e migliorare progressivamente il servizio.

Le attività che il fisioterapista potrà svolgere in farmacia prevedono  l’avvio di programmi riabilitativi di base o il suggerimento/indicazione di percorsi di auto-cura domiciliare, il rinvio del cittadino al medico di medicina generale o allo specialista per ulteriori accertamenti e l’eventuale indirizzo verso servizi pubblici di riabilitazione o verso fisioterapisti del territorio per trattamenti più complessi. La sperimentazione ha previsto la presenza garantita del professionista per almeno sei ore settimanali, eventualmente suddivise in due turni, per un totale di quaranta settimane all’anno.

Le farmacie metteranno a disposizione un locale riservato, adeguato ai requisiti di privacy e igiene richiesti per le attività sanitarie, e forniranno supporto organizzativo, ad esempio nella prenotazione di eventuali prestazioni sanitarie pubbliche. Dal punto di vista contrattuale, il progetto mantiene una netta separazione tra il ruolo degli Ordini professionali e quello dei singoli operatori. I rapporti economici e contrattuali saranno infatti stabiliti direttamente tra il fisioterapista e il titolare della farmacia sulla base dell’accordo siglato tra gli enti finalizzato alla tutela dei cittadini prevedendo in primis una tariffa per la prestazione calmierata.

Gli Ordini non svolgeranno alcuna funzione di intermediazione. Sarà il professionista a determinare i compensi per le attività svolte, mentre le prestazioni verranno fatturate dalla farmacia direttamente al paziente, su indicazione del fisioterapista. L’iniziativa rappresenta una sperimentazione significativa nel panorama della sanità territoriale. Integrando competenze diverse all’interno di luoghi già radicati nel tessuto sociale, come le farmacie, si punta a costruire un modello di assistenza più accessibile, preventivo e orientato alla prossimità.

Se i risultati saranno positivi, l’iniziativa potrebbe aprire la strada a nuove forme di collaborazione tra professioni sanitarie, rafforzando la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. In un contesto in cui la domanda di riabilitazione è in costante crescita, portare il fisioterapista più vicino alla quotidianità delle persone potrebbe rappresentare un passo importante verso una sanità più vicina, semplice e integrata.

I commenti di Aurigemma e dei rappresentanti di fisioterapisti e farmacisti

“Si tratta di un accordo fondamentale che dimostra ancora di più, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza della rete delle farmacie sul Servizio sanitario regionale” ha spiegato all’agenzia Dire il presidente del Consiglio regionale del Lazio Aurigemma. “Un vero e proprio presidio che abbiamo utilizzato nei momenti di crisi come quello della pandemia e che dobbiamo continuare a ottimizzare con una rete di servizi sul territorio, dato che la rete delle farmacie è una rete ramificata soprattutto nelle aree interne, in quelle un po’ più abbandonate, che può sicuramente rafforzare la prevenzione, gli screening e tutta una serie di attività che, messe in rete con la parte ospedaliera, la parte del distretto sanitario, può dare sicuramente grandi vantaggi. Oggi certifichiamo questo protocollo con l’Ordine dei Fisioterapisti che arriverà all’interno delle farmacie, sarà sicuramente importante, soprattutto se si pensa che la nostra è la seconda Nazione più longeva al mondo dopo il Giappone, e darà risposte immediate alle persone diversamente giovani che hanno tutta una serie di difficoltà, dalle articolazioni alla postura e quant’altro’.

“La presentazione in Consiglio regionale con la pubblicazione e la presentazione ufficiale della manifestazione di interesse del Fisioterapista in Farmacia, pubblicata sul sito di Ofi Lazio all’interno della sezione Amministrazione trasparente” ha dichiarato la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Annamaria Servadio (nella foto) “è la prima pietra importante che vede la nascita vera di un nuovo modello che stiamo sperimentando e che ha l’obiettivo primario di migliorare l’accessibilità per i servizi di cura riabilitativi, in particolare nella nostra regione, migliorare la presa in carico dei bisogni riabilitativi, ma soprattutto intercettare quel bisogno di riabilitazione inespresso. Partiremo con la sperimentazione all’interno del territorio di Roma e provincia ma in realtà l’obiettivo importante è quello di estendere il modello nei territori più periferici della nostra Regione subito dopo i primi risultati di questa sperimentazione, che contiamo di avviare una volta abbinate le farmacie con i professionisti” ha proseguito la presidente Ofi, precisando di confidare in un’estensione del modello, entro la fine dell’anno, nelle province di Latina Frosinone Viterbo e Rieti, “che soffrono molto l’assenza di presidi riabilitativi per l’intercettazione del bisogno e la presa in carico riabilitativa in grado di dare una risposta efficace ed efficiente, soprattutto per tutti quei disordini e disturbi di lieve e media entità”.

‘La firma dell’Accordo programmatico con l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio”  ha aggiunto nel suo intervento il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone (nella foto) “segna l’inizio di una fase operativa fondamentale per l’assistenza territoriale. Non stiamo semplicemente aggiungendo un servizio in farmacia, ma stiamo strutturando una sinergia tecnica tra professionisti sanitari per rispondere a un bisogno riabilitativo crescente e spesso sommerso. L’obiettivo centrale di questa collaborazione è la decodifica precoce del bisogno del cittadino. Attraverso il counseling professionale del fisioterapista all’interno della rete delle farmacie, saremo in grado di orientare correttamente il paziente verso i percorsi clinici appropriati, riducendo gli accessi impropri alle strutture ospedaliere e contrastando il ricorso a soluzioni ‘fai-da-te’ o non certificate.

Il progetto sperimentale di collaborazione inter-professionale tra farmacia, farmacista e fisioterapista sarà monitorato con rigore scientifico durante tutto il suo arco di svolgimento, e l’auspicio è che il modello di prossimità possa integrarsi stabilmente nella programmazione sanitaria della Regione Lazio e delle Asl.

“È un passo avanti decisivo verso una sanità territoriale che non lavora più per compartimenti stagni, ma per obiettivi comuni di salute pubblica” ha affermato al riguardo il presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti (nella foto),  Con questo accordo compiamo un ulteriore passo avanti nello sviluppo della farmacia dei servizi e nel rafforzamento dell’assistenza territoriale. La presenza del fisioterapista in farmacia consentirà di intercettare più precocemente il bisogno riabilitativo dei cittadini, offrendo orientamento qualificato e facilitando l’accesso ai percorsi di cura più appropriati. La farmacia si conferma così un punto di riferimento sempre più integrato nella rete della sanità territoriale, capace di lavorare in sinergia con gli altri professionisti della salute per rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il coordinatore di Assofarm Lazio, Enrico Cellentani (nella foto). “Oggi presentiamo con soddisfazione l’avvio della fase operativa di un’intesa già firmata qualche mese fa, un   accordo importante perché, in un momento di difficoltà, certifica un’alleanza tra professioni sanitarie che è l’unica prospettiva per una autentica integrazione del Servizio sanitario nazionale, capace di dare risposte diffuse sul territorio, così come sono diffuse sul territorio le farmacie. Vicinanza e collaborazione sono quindi le parole d’ordine per portare sempre avanti il Servizio sanitario nazionale che, seppur mostrando difficoltà inevitabili, resta sempre uno strumento essenziale di cittadinanza’.

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