Roma, 1 aprile – Il riordino della legislazione farmaceutica può e deve rappresentare l’occasione per rafforzare, rendendola strutturale, la collaborazione delle principali professioni sanitarie della prossimità, mettendo concretamente a terra quella collaborazione inter-professionale tra mmg, pediatri di libera scelta e farmacisti delle farmacie di comunità già chiaramente prevista quasi un quarto di secolo fa dall’art. 8 della legge n. 502/1992. Un obiettivo che va perseguito in primo luogo chiarendo bene “chi fa cosa” e quindi coordinando, avvalendosi delle moderne tecnologie digitali, e attività dei professionisti territoriali, la
cui interazione è fondamentale soprattutto per la migliore gestione dei percorsi di cura nelle cronicità, con il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, farmaci e una gestione più efficace e continuativa dei percorsi di cura.
Questo, in estrema sintesi, il contenuto e il senso dell’audizione resa dal vicesegretario nazionale della Fimmg Alessandro Dabbene (nella foto) davanti alla Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, impegnata ad acquisire pareri, proposte e osservazioni dai diversi stakeholders sul testo del disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica attualmente all’esame del Senato.
A giudizio della Fimmg, la collaborazione inter-professionale che, pur prevista da norme ormai pluri-decennali, non ha fin qui trovato una compiuta applicazione pratica, può sicuramente essere sviluppata e “resa più efficiente”, migliorando il coordinamento tra mmg e farmacisti di comunità, professionisti che assicurano servizi cruciali come la prescrizione e la dispensazione. La proposta della federazione dei mefici di medicina generale al riguardo è proprio quella di intervenire direttamente sul disegno di legge delega, “esplicitando il richiamo all’articolo 8 della 502 nell’articolo 3 del disegno di legge” ha affermato Dabbene, “proprio affinché poi i decreti attuativi ne diano esplicita attuazione attraverso modalità concrete e immediatamente applicabili”.
Sviluppo dei sistemi informativi, chiave di volta della collaborazione mmg-farmacista
Fulcro dello sviluppo della collaborazione inter-professionale non può che essere l’implementazione dei sistemi informativi, in particolare per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, in accordo peraltro con la direzione indicata dalle norme della Legge Semplificazioni del dicembre 2025, che permette la prescrizione dei farmaci con piani terapeutici fino a 12 mesi, promuovendo la dispensazione e la collaborazione tra mmg e farmacisti per il monitoraggio dell’aderenza e della persistenza terapeutica.
In questo contesto, è infatti fondamentale il collegamento informatico tra i diversi servizi sanitari, ha chiarito Dabbene, così che “il medico di medicina generale possa valutare l’effettiva assunzione e responsabilizzazione del paziente nel prendere il farmaco in farmacia per i prossimi 12 mesi e possa valutare problematiche che facciano risentire al paziente una mancata assunzione”. Coerente e conseguente la richiesta esplicita avanzata al riguardo al legislatore, per inserire nel testo della legge delega un esplicito riferimento alla prima citata Legge Semplificazioni, così da “favorire poi la realizzazione di questa collaborazione tra farmacisti e medici di medicina generale”.
Tele-visita, tele-monitoraggio e presa in carico del paziente, norme specifiche per definire i ruoli
Chiara anche la posizione della Fimmg sui temi degli strumenti di tele-visita e tele-monitoraggio e della presa in carico del paziente, ambiti che richiedono – ha evidenziato Dabbene – una più precisa definizione del ruolo dei diversi professionisti. Il vicepresidente del sindacato degli mmg ha osservato al riguardo che non basta parlare di tele-visita e di tele-monitoraggio – come fa l’attuale formulazione della norma -come “strumenti finalizzati alla presa in carico dei pazienti”, ma è invece fondamentale che le nuove norme specifichino che si tratta di attività che si collocano “nell’ambito della presa in carico dei pazienti”.
Ciò per evitare equivoci o pensieri erronei come quello “che la presa in carico sia un esclusivo compito del farmacista”. Al contrario, ha precisato Dabbene, la presa in carico è un’azione multi-professionale svolta all’interno di un modello organizzativo condiviso tra i diversi professionisti sanitari, “nel cui ambito ovviamente anche le farmacie con il tele-monitoraggio danno il loro contributo”.
Fenomeno carenze, riformulare meglio le norme sui meccanismi di comunicazione
Esprimendo un sostanziale apprezzamento per il richiamo “molto interessante” alla tempestiva segnalazione a tutti gli operatori della filiera del farmaco della eventuale carenza di farmaci contenuto nel testo del provvedimento, Dabbene ha chiesto a nome della Fimmg di rafforzare i meccanismi di comunicazione tempestiva tra i diversi professionisti del sistema sanitario, riformulando meglio le norme per perseguire lo scopo. Più in dettaglio, a giudizio di Fimmg oltre all’interruzione della commercializzazione va comunicata anche l’interruzione della disponibilità, evidenziando che “la disponibilità può essere anche solo temporaneamente limitata” e che è fondamentale che il medico di medicina generale ne sia informato in modo tempestivo. In assenza di questa informazione, ha osservato Dabbene, si rischia che “il paziente poi debba tornare indietro dal medico perché il medico non sapeva che il farmaco non era in quel momento disponibile”.


